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Milano senza assessore all’Urbanistica: nessuno vuole la poltrona che porta dritta in procura

Milano

A Palazzo Marino la partita dell’assessore all’Urbanistica resta bloccata. Dopo le dimissioni di Giancarlo Tancredi, travolto dall’inchiesta della Procura sull’urbanistica milanese, la giunta guidata da Beppe Sala si ritrova con una sedia vuota che nessuno sembra voler occupare.

L’identikit del successore, almeno nelle intenzioni del sindaco, è ormai chiaro: non un politico, non un funzionario interno, ma un “tecnico”, un esponente della società civile, rigorosamente non riconducibile ai partiti che sostengono la maggioranza. Una scelta che ha il sapore più della difesa preventiva che del rinnovamento amministrativo.

Sala potrebbe decidere tutto da solo e comunicare il nome già nelle prossime ore. L’obiettivo dichiarato è chiudere la questione dopo l’approvazione del bilancio e prima di Natale. Ma dietro le quinte il clima resta avvelenato. Le trattative tra i partiti si sono trascinate per settimane, fino alla rottura con Azione, uscita sbattendo la porta dai tavoli di maggioranza. Il segretario cittadino Francesco Ascioti avrebbe voluto un assessorato per i calendiani, richiesta che il resto della coalizione ha respinto senza troppi complimenti.

Il risultato è un immobilismo quasi grottesco: nessuno fa nomi, nessuno si espone, nessuno “sgomita”. Non per modestia, ma perché l’urbanistica a Milano è diventata una delega tossica. Una partita piena di grane amministrative, esposti, ricorsi e fascicoli giudiziari, proprio mentre si entra nella fase pre-elettorale.

Sul tavolo restano poi altri due nodi irrisolti. Il primo è la Sicurezza, trattenuta dal sindaco da marzo e che tutta la maggioranza – Verdi compresi – vorrebbe riassegnare a un assessore. Ma il “nome giusto” non c’è. E così si torna a parlare di Marco Granelli, ex titolare della delega, da poco assolto in via definitiva dalle accuse di omicidio stradale. Granelli però ha già fatto sapere di non essere entusiasta: preferirebbe restare ai Lavori pubblici, pur rimettendosi formalmente alle decisioni del sindaco.

Secondo tema: le richieste dei Verdi, che dopo le tensioni sull’area di San Siro chiedono la creazione di una nuova delega alle Politiche giovanili e alla Coesione sociale. Un’ipotesi che divide la maggioranza e che molti vedono come un’operazione di compensazione politica più che una risposta strutturale ai problemi degli adolescenti in città.

Il quadro che emerge è impietoso. A Milano si discute da settimane, ma non si decide. Si cercano tecnici “neutri”, si evitano i partiti, si moltiplicano le deleghe per non affrontare il nodo centrale: la gestione dell’urbanistica è diventata un campo minato.

Forse il centrodestra fatica a trovare un candidato sindaco credibile. Ma il centrosinistra, oggi, non riesce nemmeno a trovare uno straccio di assessore all’Urbanistica. Non per mancanza di competenze. Ma per il timore, neppure troppo velato, che quella poltrona porti dritta in Procura.

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