Un’ora di terrore in corso Buenos Aires: quindicenne sequestrato da una baby gang. E la sicurezza continua a essere negata

Milano

Un’ora interminabile. Sessanta minuti di terrore puro, in balia di un branco che lo ha minacciato, spogliato, sequestrato e costretto a obbedire. È quanto ha vissuto un ragazzo italiano di quindici anni, vittima ieri sera di una violenta aggressione tra via San Gregorio e Corso Buenos Aires, una delle zone più centrali e frequentate di Milano.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Radiomobile, il minorenne è stato “agganciato” intorno alle 19.30 in via San Gregorio da quattro giovani: un tunisino di vent’anni, un siriano di diciassette, un marocchino di sedici e una ragazza italiana di quindici anni, tutti provenienti dalla provincia di Bergamo. Il branco lo ha accerchiato, minacciato e derubato: vestiti, cellulare, portafogli. Non paghi, gli aggressori hanno poi costretto il ragazzo a seguirli fino a una banca della zona, ordinandogli di prelevare denaro.

Quando si sono resi conto che la carta prepagata era vuota, hanno obbligato la vittima a telefonare al padre per farsi ricaricare il credito. Una chiamata disperata che, paradossalmente, ha salvato il quindicenne: il genitore ha immediatamente contattato il 112, facendo scattare l’intervento delle forze dell’ordine.

In pochi minuti i carabinieri hanno rintracciato i rapinatori ancora in zona corso Buenos Aires. All’arrivo delle pattuglie, il gruppo ha reagito con violenza, scagliandosi contro i militari. Nonostante la resistenza, i quattro sono stati bloccati e arrestati con accuse pesantissime: sequestro di persona, rapina, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. La refurtiva è stata integralmente restituita alla vittima.

Un episodio gravissimo, che riaccende con forza il tema della sicurezza urbana e delle scelte politiche che, da mesi, vengono rimandate o annacquate. Da tempo ho chiesto l’istituzione della zona rossa in corso Buenos Aires, proprio per prevenire fatti di questo tipo, per rafforzare i controlli serali e restituire sicurezza a residenti, commercianti e famiglie.

La richiesta è stata negata dal Partito Democratico in Municipio 3, mentre concessa – tardivamente – dal PD in Comune. Se ci si fosse mossi prima, con maggiore rapidità e senso di responsabilità, questa notte di terrore non sarebbe mai avvenuta.

E mentre le baby gang sequestrano ragazzi in pieno centro, la Polizia Locale viene troppo spesso impiegata in controlli su bidoni dell’immondizia e canne fumarie nelle ore serali, invece di presidiare le strade più esposte. Una distorsione evidente delle priorità che Milano non può più permettersi.

La sicurezza non è uno slogan né un tema ideologico: è un diritto. E continuare a negarlo, per calcolo politico o per inerzia amministrativa, significa lasciare soli i cittadini. Anche quelli di quindici anni.

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