“Il coltello è una moda”: la violenza minorile dilaga a Milano.

Milano

Milano, città dei grattacieli e della finanza, è oggi anche la “città dei coltelli”. C’era un tempo in cui portare un coltello in tasca era un gesto estremo; oggi, a Milano, è diventato uno status symbol, una pericolosa “moda” tra i giovanissimi. La violenza non è più un tabù e le armi bianche sono entrate nel repertorio quotidiano dei minori. La percezione di insicurezza tra i giovani è in rapidissima crescita, alimentata da numeri drammatici.

Un’emergenza che va oltre i casi singoli

Il recente e grave caso dello studente della Bocconi accoltellato in Corso Como ha portato l’attenzione su una realtà che è tutt’altro che isolata. I dati confermano la gravità della situazione: solo nei primi mesi del 2024 sono state denunciate ben 96 rapine commesse da minori a Milano con l’uso di un’arma da taglio.

Questa cifra evidenzia non solo un aumento della criminalità giovanile, ma anche una preoccupante normalizzazione dell’uso del coltello come strumento di intimidazione o offesa, anche in contesti di microcriminalità.

La “moda” del coltello: un simbolo di potere e identità

Secondo gli osservatori e gli esperti del settore, la motivazione dietro il possesso di un’arma bianca tra i minorenni non è sempre legata alla volontà di commettere reati gravi. Spesso, tenere in tasca un coltello è percepito come:

  • Status symbol: Un segno di appartenenza al gruppo e di “durezza”.

  • Autodifesa percepita: Una risposta alla crescente paura di essere vittime di aggressioni, creando però un circolo vizioso di violenza.

  • Emulazione: L’imitazione di modelli visti sui social media o in contesti di strada.

Questa diffusione, definita come “moda” da chi lavora sul campo, abbassa drasticamente la soglia di inibizione, rendendo il passaggio dalla minaccia all’uso effettivo dell’arma più rapido e imprevedibile.

Il rischio di degenerazione

L’allarme sollevato da educatori e preti è orientato verso il futuro: il rischio concreto è che l’attuale livello di violenza possa sfociare in una vera e propria cultura delle gang organizzate e violente, sul modello di quanto già accaduto in altre metropoli europee, come Londra, tristemente nota per le aggressioni con lama che coinvolgono adolescenti.

Le autorità e le istituzioni sociali sottolineano l’urgenza di un intervento sinergico che non si limiti alla repressione, ma che si concentri anche sulla prevenzione, sull’educazione alla legalità e sul presidio del territorio, in modo da interrompere la catena di emulazione e violenza che sta trasformando Milano nella “città delle lame”.

1 thought on ““Il coltello è una moda”: la violenza minorile dilaga a Milano.

  1. La violenza dei giovani imbecilli è dovuta ad una completa ignoranza sociale e stupidità civile dovuta anche all’incapacità dei genitori, o di chi ne fa le veci,di trasmettere insegnamenti e valori di vita. Basta giustificare o trovare un minimo di alibi per questi individui minorati sociali e mentali. Seppur i ‘zoocial’ contribuiscono a questo degrado che va avanti da un paio di generazioni e che sta sempre più aumentando ( e qui anche gli adulti non ne sono da meno) questi ‘fenomeni’ ci mettono del loro. È anche grazie alle canzoni che ascoltano, per gli argomenti che toccano, alimentano certi impulsi di violenza e di supremazia. Che la smettano i giornaloidi di turno di caratterizzare questi minchioni violenti chiamandoli ‘maranza’ perché così gli si dà una sorta di rilievo e importanza. Sono (ahinoi!) delle bestie che non devono essere minimamente giustificate per la violenza gratuita che praticano. Devono essere inasprite e aggiornate le pene a livello giuridico per questo tipo di ‘violenza giovanile’, evitando ogni volta di trovare anche un minimo di alibi o giustificazionismo. Il buonismo è deleterio su tutto, e ora più che mai anche per questi falliti sociali. Da che mondo è mondo, gli scappellotti ai figli non hanno mai fatto male… Altro che sedute dallo psicologo.

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