“È incredibile e inaccettabile che il Leoncavallo, dopo aver accumulato un debito di circa 800 mila euro con il Comune di Milano per mancato pagamento della Tari, abbia deciso, durante la riunione di ieri, di partecipare al bando pubblico per la concessione dello stabile di via San Dionigi.
Un gesto che rappresenta un oltraggio ai cittadini onesti e una nuova dimostrazione del favoritismo politico di cui questo centro sociale gode da anni grazie alla sinistra milanese”. Lo dichiarano Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario provinciale della Lega e Davide Ferrari Bardile, consigliere di Municipio 4 e responsabile provinciale Sicurezza della Lega. “È davvero sconcertante – proseguono Piscina e Ferrari Bardile – che i giudici amministrativi abbiano accolto la sospensiva sul pagamento della Tari, consentendo al Leoncavallo di continuare a non pagare quanto dovuto e di partecipare al bando di San Dionigi. Una decisione che lascia senza parole, considerando che stiamo parlando di un debito enorme verso il Comune di Milano e quindi verso tutti i cittadini milanesi.
La partecipazione al bando di San Dionigi prevede investimenti per circa 3 milioni di euro. Ci chiediamo allora: da dove verranno fuori questi soldi?
Se il Leoncavallo dispone di milioni per nuovi progetti, allora paghi subito gli 800 mila euro di Tari arretrata invece di continuare a vivere di privilegi e impunità. Oppure la sinistra milanese è consapevole di mettersi in casa chi non pagherà mai nulla, creando l’ennesimo danno alla città?
Nel frattempo – concludono Piscina e Ferrari Bardile – imprese, commercianti e famiglie vengono perseguitati dal Comune per importi infinitamente inferiori, mentre chi occupa abusivamente un bene pubblico e non paga le tasse viene protetto e persino premiato.
Chiediamo che il bando venga immediatamente ritirato e che il Leoncavallo sani integralmente il proprio debito. In caso contrario, i ricorsi alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica sono già pronti.”
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