Sono appena rientrata da un viaggio di lavoro a Roma. In valigia, oltre ai biglietti di Ita, ho portato un pomeriggio denso in Sala Koch a Palazzo Madama.
Il 14 ottobre 2025 si è aperta la tre giorni degli Stati Generali della Ricerca medico-scientifica, tra ricercatori, clinici, imprese e vertici delle istituzioni. Ritmo serrato, messaggi chiari.
L’apertura istituzionale è stata in capo al Presidente Ignazio La Russa che ha fatto gli onori di casa; il Ministro Anna Maria Bernini ha inquadrato obiettivi e metodo, ovvero investimenti, semplificazione, reti tra ospedali, università e impresa. Tradotto in concretezza, governance più rapida, carriere stabili e trasferimento tecnologico non episodico.
L’ingresso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dato all’evento la misura della priorità politica. Standing ovation asciutta e tono solenne. La ricerca biomedica non è tema di nicchia, bensì politica pubblica.
E poi il Nobel che parla (e orienta). Non un omaggio, bensì un intervento vero ed importante. Paul Nurse, Premio Nobel per la Medicina 2001, ha preso la parola e la sua presenza ha portato un messaggio potente. Quando la scienza è sostenuta con continuità e responsabilità, genera salute, crescita e reputazione internazionale. Il confronto con le istituzioni, in questo senso, non è cerimoniale, perchè è progettazione.
E dove entra davvero l’intelligenza artificiale?
Nel programma degli Stati Generali, l’IA non è una mera comparsa di scena. È la trama su cui si innestano clinica e ricerca: in oncologia e cardiologia supporta triage, refertazione e predizione del rischio; nella ricerca di base accelera analisi omiche, scoperta di target e riposizionamento dei farmaci; nella sanità pubblica rafforza sorveglianza epidemiologica e allocazione delle risorse.
Affinchè l’IA diventi un moltiplicatore allora l’Italia necessita di un’infrastruttura nazionale. È questo il ponte tra il palco di Sala Koch ed i benefici per pazienti e clinici.
Ho lasciato Roma con l’impressione più importante. Laddove scienza ed istituzioni si parlano con chiarezza, la distanza tra visione ed attuazione si accorcia, trasformando gli annunci in procedure, le procedure in pratiche e le pratiche in risultati.
Avv. Simona Maruccio

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.