Sovvertire le leggi con un colpo di personale valutazione che nulla ha a che fare con un ordine precostituito nel rispetto degli altri e della storia, frutto di un’evoluzione che chiamiamo civiltà. Ecco che cosa predicano molte donne di sinistra, naturalmente sostenute dai partiti di appartenenza, con voce sempre più gridata, lo sventolio di bandiere che negano il buon senso e quella protervia di essere nel giusto che, purtroppo rientra in un politicamente corretto che non ammette un contraddittorio.

Le voci sono talmente alte, sguaiate, sconclusionate che è gioco forza ascoltarle con lo stupore di un’intelligenza rodata e abituata alla correttezza.
Alla considerazione della Meloni “Vergognoso occupare una casa”, peraltro opinione di tutti i cittadini in lista d’attesa per l’assegnazione, risponde “il movimento di lotta per la casa non toglie niente a nessuno, sono un’alternativa al racket e alla guerra fra poveri, rappresentano anche una critica attiva alla politica di abbandono e speculazione edilizia, ma la destra strumentalizza la questione sull’occupazione invece è un problema sociale concreto che va dal caro-affiti all’accesso ai mutui, alla gentrificazione delle città. Io intendo impegnarmi su questo”, ha assicurato la “reginetta” delle occupazioni.”

E quante case intende ancora occupare in modo arbitrario e con morosità per dimostrare che esistono criticità ben conosciute e al vaglio delle istituzioni di buona volontà? Il reato non si cancella con l’abusivismo.
La scrittrice Cecilia Parodi in un convegno PD “Odio tutti gli ebrei, odio tutti gli israeliani, dal primo all’ultimo, odio tutti quelli che li difendono, tutti tutti, tutti i giornalisti, tutti i politici, tutti i para**li…Vi odio perché mi avete rovinato la vita, la fiducia, la speranza. Spero di vederli tutti appesi per i piedi! Giuro che sarò in prima fila a sputarvi addosso!“.
Nessun commento per ora da parte della segretaria del Pd Elly Schlein, che non solo non si sarebbe dissociata dalla scrittrice, ma non avrebbe neanche rimproverato i suoi per averla invitata.

Laura Boldrini si scaglia contro l’emendamento presentato dalla Lega al disegno di legge Sicurezza. E per attaccarlo sfodera l’accusa di razzismo. Il provvedimento punta a rendere non obbligatorio il rinvio della pena per le detenute incinte o con figli con meno di dodici mesi (che comunque verrebbero ospitate in strutture adeguate). «Trovo terrificante rimuovere l’obbligo di differire la pena detentiva per le donne in gravidanza o che hanno bimbi piccoli. Rappresenta un arretramento molto preoccupante per la cultura giuridica del nostro Paese»
Una norma dunque «razzista, pensata per punire soprattutto le donne rom, che rappresentano la maggioranza delle detenute madri». Insomma: commettono reati ma non devono scontare nessuna pena, è il ragionamento della Boldrini. Che aggiunge: «È un emendamento che vuole punire specificatamente quella minoranza. È inquietante concepire una norma ad hoc per colpire una specifica comunità».

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano