Funziona così: se i Milanesi ci sono cascati una volta, l’eterno Beppe ci riproverà ancora. È una legge quasi magica, che non conosce eccezioni. Ce ne parla Franco Vassallo, Responsabile per le politiche abitative e decentramento del coordinamento cittadino di Milano di NOI MODERATI:
“Il ciclo è implacabile e inizia sempre nello stesso modo: 500 vigili in più per proteggere i milanesi da una serie di reati commessi, in non piccola parte, dagli stessi che se non avessimo accolto saremmo stati razzisti. Il problema è che, come dimostrato nella riunione tenuta dalla minoranza con i rappresentanti sindacali dei vigili, in realtà quei 500 vigili sono più uno slogan che altro. La realtà sono le costanti dimissioni, le pattuglie sempre meno numerose e un sistema che non difende i ghisa, me ne fa dei bersagli mobili. Vi ricordate la coppia di pattuglia denunciata per aggressione da una persona transessuale che poco prima aveva dato in escandescenze e si era ferita in auto? Vi ricordate come furono crocefissi gli agenti? Ecco, parliamo di un clima del genere.
Dopo i vigili di solito vengono le case popolari. Anche se, in questo momento, con l’Antimafia che indaga sulle cessioni, magari questo punto lo salterà persino Sala. Questione di stile, se non di prudenza, diciamo. E in generale non credo che si parlerà di urbanistica, con la Procura che chiede notizie costantemente su edifici cresciuti come funghi, “ricostruendo” case a pochi piani e mutandole in grattacieli. E sta sollevando enormi ondate di timore nei dirigenti comunali. Ancora una volta, a sentire voci di corridoio, lasciati soli ad affrontare la Procura dopo alcune dichiarazioni di facciata.
E dopo? Dopo ci sono le periferie, l’eterna ossessione (di recente guarita) del Sindaco. Dopo le piste ciclabili, la città a 15 minuti, l’urbanistica tattica cosa ci aspetta? Sappiamo che le buche sono colpe del cambiamento climatico, secondo Beppe. Quindi di certo non è colpa sua. Però questo non ci aiuta a capire cosa succederà, quali grandi idee verranno lanciate. E la verità, io temo, è che ormai è finito un ciclo. E la sinistra tirerà a campare. Cosa che, con la città in queste condizioni, ci farà rimpiangere le piste ciclabili. Almeno per inaugurarle asfaltavano…”

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.