Milano 12 Dicembre – Sembra una barzelletta, ma è la dimostrazione dell’inefficienza. L’intonaco della volta della Galleria si sgretola, va in frantumi, dopo sei mesi dalla fine dei lavori. 10 milioni spesi male, anzi malissimo, per un lavoro che doveva, nelle intenzioni, dimostrare finalmente un’opera di nrestauro da ricordare. Un’opera salutata da Pisapia con orgoglio, un’opera che finisce in macerie. E’ durata il tempo dell’Expo, così, tanto per far vedere ai turisti quanto è bella la Galleria, privilegiando il centro della città a scapito della manutenzione delle periferie. !0 milioni per sei mesi di brillio. E se i milanesi si chiedono come mai è potuto succedere, un po’ di ragione c’è. Riferisce Il Giornale “E’accaduto intorno alle undici del mattino, di ieri: la polvere di intonaco si è staccata dalla volta di ingresso che dà su piazza Duomo. Nel Salotto si è creata una certa agitazione, in casi di questo genere si teme subito il peggio. Nessuno si è fatto male e l’area è stata subito transennata dalla polizia locale (è intervenuto anche il Nuir, il Nucleo di intervento rapido dell’assessorato ai Lavori pubblici), in attesa di verifiche. A provocare la caduta, secondo la ricostruzione dei tecnici comunali, sono stati gli sbalzi termici, tra il caldo e il freddo, che hanno fatto sgretolare la stuccatura superficiale delle grappe metalliche, i supporti usati per tenere insieme i pezzi della volta. É stato causato dalla dilatazione e restringimento dei materiali. Alle ore 13 le transenne sistemate all’ingresso della Galleria sono state rimosse perchè «non c’era un livello di preoccupazione tale da mantenerle», come ha sottolineato l’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, arrivata sul posto a controllare di persona la situazione. Intorno alle 15 i tecnici hanno controllato tutto l’arco con l’ausilio di una gru meccanica e hanno grattato via dalla volta la polvere di intonaco residua, accertando che non c’è pericolo di altri crolli e non ci sono danni. L’intervento è durato circa un’ora e mezza. I tecnici hanno ribadito che si tratta di una «situazione fisiologica» legata alle condizioni meteo. Ma è scattata subito la polemica politica.” Una polemica giustificata e legittima da parte del Centrodestra. Perché il caldo e il freddo non sono condizioni eccezionali a Milano. Sono condizioni prevedibili a cui si doveva pensare con la scelta di materiali specifici e un lavoro adeguato.