“La misura è colma. Dopo ben due anni di trattative fallimentari e la rottura definitiva del tavolo di confronto con Federvivo, i dipendenti e gli scritturati dei teatri milanesi e lombardi scendono in campo con una serie di scioperi per pretendere il rinnovo di un contratto nazionale scaduto ormai nel 2021”: così una nota della Uilfpc. La mobilitazione – riferisce il sindacato – vedrà lo stop, tra i vari teatri, del personale di Aslico-Teatro Sociale di Como in tournée al Teatro Coccia di Novara (venerdì 23 ottobre), l’annullamento di spettacoli al Teatro Carcano (lunedì 26 ottobre) e la fermata del Piccolo Teatro (martedì 27 ottobre), dove si terrà un presidio di protesta a partire dalle ore 18. Tutto ciò rappresenta solo la tappa di avvicinamento alla grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma il prossimo 9 novembre. Fausto Ghiazza segretario Uilfpc afferma :«Non possiamo più tollerare che chi crea la cultura e la bellezza in questo Paese venga trattato con indifferenza e retribuito insufficientemente, in modo troppo distante dal costo della vita attuale, specialmente in una città proibitiva come Milano. La proposta delle associazioni datoriali è irricevibile. Il teatro italiano vive grazie al lavoro collettivo e invisibile di artisti, tecnici, maestranze, personale amministrativo e organizzativo: senza di loro il sipario non si alza. La Uilfpc è in prima linea per difendere con ogni mezzo il potere d’acquisto e il giusto riconoscimento professionale di ogni lavoratrice e lavoratore. Difendere chi lavora nei teatri significa difendere la cultura italiana. La nostra lotta non si fermerà». La vertenza – afferma il sindacato – punta a superare le frammentazioni contrattuali, a introdurre una classificazione professionale equa e a garantire tutele imprescindibili a tutto il personale. La Uilfpc ribadisce che il lavoro teatrale va difeso e la tutela dei lavoratori non è negoziabile.
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