Violenze e saccheggi a Milano, 220 minorenni coinvolti: al via gli interrogatori al Beccaria mentre sale il bilancio dei feriti

Milano

Una due giorni di forte tensione e guerriglia urbana ha sconvolto il centro storico di Milano. Gli episodi, esplosi durante il fine settimana a margine di un corteo contro il carovita promosso dalla sigla “Italia in piazza”, hanno trasformato le vie dello shopping in un teatro di devastazioni, saccheggi e ripetuti scontri con le forze dell’ordine. Nel mirino dei vandali sono finiti arredi urbani, negozi di abbigliamento sportivo e store di telefonia.

I numeri dei fermi: 271 persone in questura e la voce dei familiari

Secondo quanto riferito da fonti del Dipartimento di pubblica sicurezza (citate dall’Adnkronos), risultano ben 271 le persone accompagnate in questura nell’ambito degli assalti e dei disordini avvenuti in città. La schiacciante maggioranza è composta da giovanissimi: 220 di loro hanno meno di 18 anni e 60 sono cittadini stranieri.

Tra i familiari giunti all’esterno degli uffici di polizia si respira forte sconcerto; la madre di uno dei minori fermati ha raccontato: «Mio figlio è semplicemente uscito con gli amici, alle 2 di notte mi chiama dicendomi “Sono stato arrestato”».

Le accuse contestate e gli interrogatori al Beccaria

Le ipotesi di reato formulate dai magistrati sono particolarmente gravose: devastazione, saccheggio e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

  • Minorenni: In totale sono 23 i minorenni arrestati dopo i disordini di sabato. Per gli under 18 le convalide dei fermi e degli arresti faranno capo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. Gli interrogatori di garanzia prenderanno il via presso l’istituto penitenziario minorile Cesare Beccaria.

  • Maggiorenni: I maggiorenni arrestati sabato hanno un’età compresa tra i 18 e i 20 anni. Per cinque di loro, la pm Giovanna Cavalleri ha già richiesto la convalida dell’arresto e la misura della custodia cautelare in carcere. Per quanto riguarda gli arresti di domenica, la pm Donata Stasi sta completando la stesura dei provvedimenti: in totale si sale a undici maggiorenni per i quali viene chiesta la detenzione in carcere.

La dinamica della domenica di guerriglia

Dopo la giornata ad alta tensione di sabato, la situazione è tornata critica nel pomeriggio di domenica poco dopo le ore 14, quando sono stati segnalati alla questura vari gruppi di ragazzi, alcuni a volto coperto e incappucciati, intenti a creare disordini.

Gli agenti sono intervenuti in prima battuta in via San Paolo e in piazza del Duomo, bloccando due gruppi di circa 50 giovani ciascuno. Altri focolai si sono sviluppati rapidamente in piazzetta Ex Reale, via Broletto, via della Posta, via Mercanti, corso Magenta e via Meravigli. I gruppi agivano con spostamenti rapidi e disordinati, compiendo danneggiamenti e violenze per poi dividersi in nuclei più piccoli ed eludere i controlli. La tensione è rimasta altissima fino a sera: fino alle 21:30 sono giunte segnalazioni al 112 per gruppi segnalati in Largo la Foppa, corso Garibaldi, via Montenapoleone e piazza Cadorna.

Applicato il nuovo fermo di prevenzione e alto il bilancio dei feriti

Per 174 persone è scattato il fermo di prevenzione di polizia, la nuova misura introdotta dal decreto sicurezza (articolo 11-bis del decreto 23 del 2026). Altre 28 persone sono state denunciate a piede libero (circa la metà minorenni, alcuni stranieri).

Pesantissimo il resoconto dei feriti tra il personale in servizio: si contano 14 feriti tra la Polizia di Stato e la Polizia Locale (10 poliziotti e 4 agenti municipali). A questi si aggiunge una trentina di carabinieri rimasti contusi o feriti nella guerriglia del fine settimana; il bilancio più grave si è registrato sabato pomeriggio, quando 25 militari sono stati trasportati nei pronto soccorso del Policlinico e del Fatebenefratelli per lesioni e contusioni. Nessuno di loro versa in condizioni gravi.

Nel frattempo, le indagini della Digos della Questura di Milano e dei Carabinieri del Nucleo Informativo proseguono, anche attraverso l’analisi delle immagini dei circuiti di videosorveglianza e dei canali social, per identificare gli altri responsabili delle devastazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.