Commemorazione del 7 ottobre alla Sinagoga di Milano: il ricordo delle vittime e l’allarme sull’antisemitismo

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Si è svolta nella serata di ieri, mercoledì 7 ottobre 2026, presso la Sinagoga Centrale di via Guastalla a Milano, la toccante cerimonia per il terzo anniversario del massacro del 7 ottobre 2023. L’evento, promosso dalla Comunità Ebraica di Milano insieme alle principali istituzioni ebraiche cittadine, ha raccolto centinaia di persone e un’ampia rappresentanza delle autorità politiche e istituzionali. Ad accogliere i partecipanti, un momento di profonda emozione culminato nell’ingresso della senatrice a vita Liliana Segre, salutata al suo arrivo da un lungo e caloroso applauso.

Nel corso della commemorazione, le parole dei vertici della comunità hanno restituito la misura di un clima di forte preoccupazione per il riaffiorare dell’odio antisemitico. Roberto Jarach, presidente del Memoriale della Shoah, ha espresso l’amarezza per un presente che nessuno avrebbe sperato di rivivere: «Sono stato sempre molto ottimista e non ho mai vissuto momenti come questo di preoccupazione per la vita di tutti i giorni. Speravamo non si ripetesse, nonostante l’attenzione della Prefettura e delle forze dell’ordine a cui va il nostro ringraziamento per il lavoro di prevenzione. Ciò che pensavamo fosse ormai alle nostre spalle, questo odio immotivato che porta alla violenza, non era per niente finito: dobbiamo continuare a guardarci alle spalle e non abbassare la guardia».

Sulla stessa linea il presidente della Comunità Ebraica di Milano, Walker Meghnagi, che ha rivendicato il diritto alla sicurezza e al rispetto, evidenziando le difficoltà quotidiane vissute specialmente dai più giovani: «Una cosa è criticare un governo o una politica, hai il diritto di farlo. Un’altra cosa è aggredire gli ebrei o fare in modo che i nostri giovani ragazzi abbiano paura di andare all’università e debbano scegliere di studiare all’estero. Non lo accettiamo e non abbassiamo la testa. A Milano il clima percepito è particolarmente complesso, ma è una situazione di difficoltà generale che riguarda la sicurezza di tutta la città. Non so di chi siano le colpe, forse si è sottovalutato il problema per troppo tempo».

La serata in via Guastalla ha rappresentato il momento culminante di una giornata interamente dedicata al ricordo. Nel pomeriggio, infatti, le iniziative si erano aperte in piazza della Scala, davanti alla sede del Comune di Milano, con un partecipato flash mob. Per ricordare le vittime del massacro perpetrato da Hamas, i manifestanti hanno disposto sul terreno 1.200 pietre per comporre la scritta “7 ottobre”, circondate da 1.200 rose bianche, sventolando bandiere israeliane e chiedendo la liberazione degli ostaggi.  “Speriamo che dal prossimo anno Milano non venga governata da chi vuole cancellare come primo punto del suo programma il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv” ha dichiarato Alessandro Litta Modignani dell’associazione Ponte Atlantico.

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