Sono le quattro di mattina di un venerdì qualsiasi, quando, in via Celentano si sente risuonare un urlo: FIGLIO DI P*****A. Sul mio profilo Instagram in pochi giorni si svela il mistero: ce l’avevano con me. Per il gravissimo delitto di aver osato raccontare il degrado, lo spaccio, il tentativo di sottrarre l’area alla civiltà. Avrei dovuto, me lo scrivono esplicitamente, farmi gli affari miei. Perché io non sono nessuno: al massimo loro tollerano la polizia. I primi maranza legalitari della storia. Misteri delle notte con le sdraio e le urla fino alle quattro.
Dai commenti non si salvano nemmeno i sacerdoti della vicina Parrocchia. Di cosa siano colpevoli non è dato sapere, ma è sotto le loro finestre che il peggio si concentra. Anche nei commenti ai miei video le accuse contro di loro si sprecano. In ogni caso le minacce contro di me hanno raggiunto il tribunale: mi si accusa di aver violato la privacy di chi infrange ogni norma di civiltà. Mi è stato promesso che la pagherò (in tribunale). Siccome io con chi minaccia non tratto, ho deciso di precederli. Ho mandato personalmente i video in procura allegati a una querela.
Questo perché, per permettere agli inquirenti di agire, qualcuno deve prendersi responsabilità e rischi. La responsabilità delle parole dette e scritte. Delle notti di dolore degli anziani incapaci di difendersi. Dei lavoratori costretti a stringere i denti per alzarsi presto la mattina. Dei sacerdoti, perché no, non sono cittadini pure loro?, dei sacerdoti che ogni mattina devono celebrare senza il riposo necessario alle spalle. E anche il rischio che qualcuno dalle minacce passi agli atti. Fa parte del dovere di ogni politico.
Quanto alla libertà di stampa e alla libertà politica di chi scrive, anche io ripongo la mia fiducia nelle forze dell’ordine. Certo che non sarà un bar già chiuso più volte e i suoi avventori, giovani o meno che siano, a vincere alla fine. Ne sono certo perché non ho alternative: o si crede nella civiltà e si è pronti a lottare per essa o si può trovare un altro modo per occupare il proprio tempo, rispetto a giornalismo e politica.
Quindi, cari ragazzi, state sereni: non smetterò di scrivere delle vostre notti solo perché mi minacciate.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.