Carlo Vistoli al Fraschini: le passioni di Handel in amori e danze

Cultura e spettacolo

Nel teatro di Händel un’aria può fermare l’azione e lasciarci ascoltare ciò che un personaggio non riesce a dire agli altri: un desiderio, un sospetto, la scoperta di essere stato ingannato. Giovedì 1° ottobre alle ore 20.30, al Teatro Fraschini, Carlo Vistoli dà voce a queste emozioni, in Amori e danze, insieme all’Orchestra Ghislieri diretta da Giulio Prandi.

Il concerto è il quarto appuntamento della quinta edizione di Preludi d’Autunno – Intersezioni Sinfoniche. La rassegna apre la stagione culturale della città con cinque percorsi musicali che accompagnano il pubblico verso la Stagione Opera 2026/27. Per questa serata, l’intersezione conduce a Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi: «Fervono amori e danze» canta il coro durante la festa dell’ultimo atto. Mentre si balla, Riccardo e Amelia si incontrano per l’ultima volta e Renato si prepara a uccidere l’amico.

Il programma attraversa arie, sinfonie e danze tratte da dieci opere di Georg Friedrich Händel. Non racconta un’unica vicenda: accosta situazioni teatrali nelle quali l’amore cambia volto. In Partenope, Rosmira si presenta sotto il nome di Eurimene; in Giulio Cesare, Cleopatra si presenta sotto il nome di Lidia, fingendosi un’ancella; in Rinaldo, Armida prende l’aspetto di Almirena. Il travestimento avvicina i personaggi, ma può anche rendere incerto ciò che vedono e ciò in cui credono.

Il dubbio cresce nelle pagine di Alcina e Rinaldo, fino all’inganno di Ariodante: in «Scherza infida» la voce resta sola con il dolore di chi è convinto di essere stato tradito. Altrove la gelosia si trasforma in furore, come nelle vicende di Partenope e Orlando, o assume un esito tragico nella storia di Dardano in Amadigi di Gaula. Vistoli passa così da un personaggio all’altro e da un affetto all’altro, mettendo al centro la forza espressiva dell’aria händeliana.

Le pagine strumentali hanno un ruolo altrettanto preciso. Le musiche da Radamisto, Almira, Alcina, Ariodante e Rinaldo fanno emergere i ritmi e i gesti della danza: il movimento della festa entra nel racconto musicale e dialoga con quanto accade alle voci. È qui che il programma incontra Verdi. Händel affida alle arie e alle danze modi diversi di rappresentare le passioni; in Un ballo in maschera, la festa prosegue mentre amore, gelosia e vendetta precipitano verso lo stesso istante.

“Con Preludi d’Autunno vogliamo offrire al pubblico occasioni per entrare nella Stagione Opera da prospettive ogni volta diverse” – dichiara Francesco Nardelli, Direttore Generale del Teatro Fraschini. “In Amori e danze il dialogo tra Händel e Verdi nasce da due elementi profondamente teatrali: la passione e il ballo. Siamo felici di accogliere Carlo Vistoli e di condividere questa serata con Giulio Prandi e l’Orchestra Ghislieri, interpreti che hanno un legame vivo con Pavia e portano la loro musica sui palcoscenici internazionali”.

“Händel è senz’altro il compositore a me più caro” – commenta Carlo Vistoli, controtenore – “non solo per la bellezza delle sue musiche ma anche per la sua forza espressiva e drammatica. Era un grande uomo di teatro, proprio come Giuseppe Verdi. Eppure, far dialogare questi due compositori non è un’operazione scontata. Abbiamo dunque pensato di prendere le mosse da due elementi presenti nell’opera Un ballo in maschera: il tema della danza, quindi le arie costruite su ritmi di danza, come ad esempio la gavotta, la sarabanda o la siciliana, e il mascheramento, ovvero quelle situazioni drammaturgiche in cui i personaggi vengono ingannati o si credono tali di fronte a un travestimento altrui. Ne è nato così un percorso tra le arie più belle del Caro Sassone, alcune ormai di repertorio per me, altre nuove o che canto più raramente, che sono felice di affrontare, in questo caso per la prima volta, con l’Orchestra Ghislieri e il Maestro Giulio Prandi”.

Tra i controtenori italiani più richiesti sulla scena internazionale, Vistoli ha ricevuto il Premio Abbiati come miglior cantante per la sua interpretazione di Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel all’Opera di Roma. Nella stagione 2025/26 è stato protagonista di Tancredi di Rossini, al Teatro dell’Opera di Roma e di Orfeo ed Euridice di Gluck al Teatro Regio di Parma. Al repertorio händeliano ha dedicato anche il recente disco solistico Handel’s Italians, per Harmonia Mundi.

Giulio Prandi, direttore artistico di GhislieriMusica, ritrova a Pavia un artista con cui ha già condiviso concerti e incisioni: “è una grande gioia per me ritrovare Carlo Vistoli sul palco del Teatro Fraschini. Abbiamo condiviso tante belle avventure, dal Requiem di Mozart al Concertgebouw di Amsterdam ai dischi su Jommelli e su Mozart a Milano. Carlo è uno di quegli artisti che ti arrivano immediatamente al cuore; un’autenticità umana e artistica unica, supportata da una voce di rara bellezza. Sono molto grato al Teatro Fraschini, che offre a me e ai miei musicisti l’occasione di condividere con la nostra città una parte del nostro percorso; e non vedo l’ora di passare un’intera serata in compagnia di Händel! Uno dei miei autori preferiti fin da quando sono bambino, e del quale avrò l’onore di dirigere, per La Fenice di Venezia, la Partenope, della quale abbiamo inserito alcuni brani in programma”.

Fondati da Prandi nel 2003, Coro e Orchestra Ghislieri hanno sviluppato un’intensa attività di ricerca sul repertorio settecentesco. La serata al Fraschini riunisce dunque il percorso dell’ensemble pavese, la familiarità di Vistoli con i personaggi di Händel e un programma pensato per ascoltare, attraverso di loro, un’eco del teatro verdiano.

 

BIO CARLO VISTOLI

Carlo Vistoli è oggi uno dei controtenori italiani più richiesti nel panorama lirico internazionale. Proprio recentemente per Harmonia Mundi è uscito il suo nuovo disco solistico, intitolato Händel’s Italians, che guida alla riscoperta del repertorio dei castrati italiani negli oratori inglesi di Händel. Pupillo di Cecilia Bartoli, mezzosoprano di fama mondiale, sul palco si trasforma nei personaggi più incredibili: ha infatti grandi doti attoriali ed è un appassionato di cinema. Nato in terre rossiniane (Lugo di Romagna), oggi vive a Torino. La sua è una carriera in grandissima ascesa: nel 2024 ha vinto il Premio “Abbiati” della critica musicale italiana come miglior cantante per Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel all’Opera di Roma e l'”Emerging Stars Competition” dell’Opera di San Francisco per Arsace in Partenope di Händel. Nella stagione 25/26 è stato acclamato nel ruolo del titolo in Tancredi nell’omonima opera di Rossini (regia di Emma Dante) al Teatro dell’Opera di Roma e come Orfeo al Teatro Regio di Parma in una nuova produzione di Orfeo ed Euridice di Gluck firmata da Shirin Neshat e diretta da Fabio Biondi. Recentemente, è stato impegnato in un recital con musiche di Bernstein, Hahn, Händel, Mozart, Purcell al Park Avenue Armory di New York, e ha preso parte all’esecuzione dei Carmina Burana all’Arena di Verona sotto la bacchetta di James Conlon. È stato inoltre protagonista su Rai1 del Concerto di Natale dalla Basilica di San Francesco ad Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nel dicembre 2025, e a seguire del Concerto di Pasqua all’Auditorium Rai, sempre con l’OSN Rai. 

 

BIO GIULIO PRANDI

Giulio Prandi dirige con l’energia di chi ama profondamente la musica e la curiosità di chi ne esplora ogni sfumatura. Nel 2003 fonda Coro e Orchestra Ghislieri per dare una nuova voce al repertorio settecentesco. È ospite delle principali sale da concerto e collabora con orchestre e teatri in tutta Europa.

Tra i suoi successi recenti si ricordano il debutto al Teatro alla Scala, con i Cameristi della Scala e Coro Ghislieri, e al Maggio Musicale Fiorentino, con la Grande Messa in do minore di Mozart; Les Incas du Pérou di Rameau alla Sagra Malatestiana con la Filarmonica Toscanini e la regia di Anagoor; il ritorno al Concertgebouw di Amsterdam con il Vespro di Santa Cecilia di A. Scarlatti e all’Opéra Grand Avignon, per un recital con Ramón Vargas e l’oratorio scarlattiano La Giuditta; la prima moderna de I quadri parlanti di Gaspare Spontini e la prima assoluta dell’opera di Nicola Campogrande De bello gallico al Teatro Pergolesi di Jesi; Orlando furioso di Vivaldi al Teatro Filarmonico di Verona e alla Daegu Opera House in Corea del Sud; i Carmina Burana e la Passione secondo San Giovanni al Teatro Verdi di Trieste.

Come direttore artistico dell’associazione GhislieriMusica di Pavia, insignita del Premio Abbiati 2019 quale migliore attività musicale italiana, svolge una costante attività di ricerca, che negli anni lo ha portato alla riscoperta di numerose opere di autori quali Galuppi, Jommelli, Perez, J. C. Bach, Perti, Durante, Astorga, Leo.

Le sue incisioni discografiche con Coro e Orchestra Ghislieri per Deutsche Harmonia Mundi/Sony e Arcana/Outhere Music hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, come l’International Classical Music Award 2022 e il Diapason découverte. La sua registrazione della Petite Messe Solennelle di Rossini su strumenti storici con Coro Ghislieri è ritenuta dalla critica internazionale edizione di riferimento.

Nella stagione 2025/26 debutta all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e al Teatro di San Carlo a Napoli; torna al Teatro Massimo di Palermo con il Mitridate Eupatore di A. Scarlatti e dirige L’Olimpiade sia nella versione di Vivaldi, che segna il suo ritorno alla Fondazione Arena di Verona, sia in quella di Pergolesi, a Jesi, la cui registrazione live sarà pubblicata da Arcana. Affronta opere di Abos e Gluck e diversi nuovi programmi da concerto, oltre a dirigere il suo primo Puccini con Madama Butterfly al Teatro Verdi di Trieste. Tra i prossimi debutti, Festival di Beaune e la Wigmore Hall di Londra.

Diplomato in direzione d’orchestra con Donato Renzetti, è inoltre laureato in matematica e diplomato in canto. Appassionato divulgatore, crede in una musica che forma, unisce e racconta il presente.

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