Nella zona di San Siro, a Milano, molti condomini appartengono ad un ente pubblico, Aler. Gli appartamenti “popolari” vengono assegnati alle persone che ne hanno bisogno e che presentano regolare domanda.
Da diversi anni, però, nella zona esiste il problema delle occupazioni abusive. Secondo quanto riportato, in alcune occasioni taluni avrebbero cercato di impedire gli sgomberi degli appartamenti occupati.
Già nel 2012 la Polizia tentò più volte di intervenire, ma alcuni sgomberi non andarono a buon fine a causa delle tensioni e delle resistenze incontrate. Dopo diversi tentativi, Aler e il Comune decisero quindi di aumentare i controlli e di utilizzare anche servizi di vigilanza, soprattutto per evitare che gli appartamenti appena liberati venissero occupati nuovamente.
Queste misure hanno contribuito, secondo quanto riportato, a ridurre il numero degli alloggi occupati abusivamente nella zona.
Nel corso degli anni si sono verificati episodi di forte tensione. Dei facinorosi avrebbero sfondato una porta di Palazzo Marino, mentre le forze dell’ordine e alcuni dirigenti di Aler stavano organizzando nuovi sgomberi. A seguito di questi episodi furono adottate ulteriori misure di sicurezza.
Il problema delle case popolari di San Siro, però, non riguarda soltanto gli sgomberi. Secondo me sarebbe importante intervenire anche sulle procedure di assegnazione degli appartamenti. Quando un alloggio viene liberato, non dovrebbe rimanere vuoto per molto tempo, perché proprio questa situazione può favorire nuove occupazioni abusive.
Ritengo quindi che le procedure dovrebbero essere più semplici e più veloci, in modo da permettere l’immediata e regolare assegnazione degli immobili disponibili alle persone che ne hanno realmente bisogno. Si potrebbero, per esempio, prevedere criteri che consentano di valutare rapidamente situazioni particolari, come quelle dei genitori soli con figli, oppure di lavoratori che svolgono servizi essenziali per la città, come appartenenti alle forze dell’ordine o dipendenti del trasporto pubblico, sempre nel rispetto delle regole e delle graduatorie previste.
A mio parere, quindi, il modo migliore per contrastare le occupazioni abusive non è soltanto liberare gli appartamenti, ma fare in modo che, una volta liberati, vengano assegnati il prima possibile e in maniera regolare a chi possiede i requisiti. In questo modo si potrebbe tutelare meglio sia il diritto alla casa sia il rispetto della legalità.
Riccardo Colangelo
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