Entra la giuria dei “Milano Photo Awards” alla ex-Breda: seguiamo un gruppo di autori e professionisti internazionali, che insieme a TheStreetSoup, Nikon Italia e Fondazione Mazzoleni dovrà proclamare i vincitori di un singolare concorso : reportage, street photography, ritratto , ricerca artistica: un migliaio di fotografie in competizione in un prossimo week end di passione..
La giuria quasi si perde nell’immenso Prime Time Loft, in viale Sarca 336, all’interno dell’Edificio Sedici dell’antica area industriale Breda. Circa quattrocent
o metri quadrati tra una grande navata centrale, terrazze, ambienti tecnologici e una regia audio-video: uno spazio nato per ospitare esposizioni, produzioni televisive, sfilate, convention ed eventi culturali.
Ci troviamo in un loft industriale che conserva la memoria produttiva della vecchia Milano, ma la riveste di luci, proiezioni e fotografie. Persino una fontana a ruscello attraversa la navata: dettaglio quasi cinematografico, sospeso tra archeologia industriale e scenografia contemporanea.
E rinasce la Breda: dal 25 al 27 settembre di centinaia di artisti e di appassionati affolleranno i saloni aperti per ospitare i “Milano Photo Awards”. Una nuova kermesse internazionale dedicata alla fotografia contemporanea. Un salone della fotografia.
Dove un tempo risuonavano i colpi delle officine Breda, tra capannoni, ciminiere e operai in bicicletta, oggi Milano celebra la silenzioza immagine . Decine di fotoreporter internazionali sono già in città, pronti a mostrare le proprie “ tele” alla Bicocca, frontiera postindustriale: in un quartiere che ha trasformato il ferro in cultura, la produzione in creatività e le vecchie fabbriche in nuovi luoghi dell’arte.
La “ location” è nota ai nottambuli della dolce vita milanese: è lo spazio creato da Daniele Milani, storico speaker e autentica istituzione della radiofonia italiana. La sua carriera attraversa Radio Deejay, Dee Jay Television e Mediaset, ma soprattutto RTL 102.5, di cui è “The Voice”, la voce ufficiale della radio. Una voce inconfondibile che milioni di italiani ascoltano e riconoscono, anche senza conoscere necessariamente il volto di chi si trova dietro il microfono.
E poiché a Milano una kermesse culturale non può limitarsi a restare in rispettoso silenzio davanti alle opere, ai Milano Photo Awards ci sarà anche la musica. Il DJ set sarà affidato a Bruno Bolla, nome storico della nightlife milanese e protagonista, fin dagli anni Ottanta, della scena acid jazz e clubbing italiana e internazionale.
Fotografi, professionisti, appassionati e curiosi si ritroveranno dunque per tre giorni sotto lo stesso tetto: un singolare e innovativo “salone”. Non soltanto per stabilire quale sia la fotografia tecnicamente più impeccabile, ma per cercare quella capace di fermare un visitatore, sorprenderlo e costringerlo a tornare indietro per guardarla una seconda volta.
Perché nell’epoca in cui miliardi di immagini scorrono ogni giorno sotto i nostri pollici e scompaiono nel giro di pochi secondi, la vera sfida non è più semplicemente fotografare.
È riuscire a farsi ricordare.
Siamo alla ex Breda: la giuria intanto seleziona, scarta, ammira, promuove, segnala. Conosciamo i maestri.
Ecco Arturo Cañedo, documentarista, docente e saggista peruviano, che esplora il rapporto tra persone e spazio urbano nel suo progetto Downtown Lima.
La cilena Ximena Hinzpeter racconta identità e marginalità con uno sguardo incisivo: il suo My Own People è stato selezionato da Bruce Gilden per il volume e la mostra Real People.
Daniel Casares Román porta l’esperienza del reportage antropologico in analogico, con pubblicazioni su National Geographic e il progetto Color Humano.
Richard Sandler, autore di The Eyes of the City, ha documentato per oltre quarant’anni le trasformazioni sociali e culturali di New York.
Alessandro Negrini, meglio conosciuto come Alex Nero Photo, intreccia ritratto, corpo e identità in una ricerca che dialoga con le arti performative.
Infine Ingrid Koedood, vincitrice del National Geographic Exodus Photo Contest nel 2017, unisce sensibilità artistica e attenzione alla dignità delle comunità fotografate.
E’ insomma un piccolo esercito internazionale armato non di fucili, ma di Nikon, Leica, Canon, mirrorless, vecchie reflex, obiettivi e, soprattutto, sguardi che concorre da venerdì alla ex Breda..
A contendersi i riconoscimenti dell’insolito innovativo “contest “ saranno immagini di strada, ritratti, frammenti di vita, geometrie urbane, paesaggi e storie raccolte ai quattro angoli del pianeta. La giuria internazionale avrà il severo e difficile compito, non semplice, di selezionare i finalisti dagli oltre mille iscritti e decretare i vincitori delle differenti categorie.
La fotografia, però, non vivrà soltanto nella competizione, ci racconta l’ideatore del concorso, Mirko Gargiulo. Accanto alla proiezione digitale delle immagini di tutti i partecipanti il “contest” ospiterà la Main Exhibition, un percorso espositivo dedicato a progetti fotografici dal più ampio respiro curatoriale. Tra i “main exhibitor” figurano Panos Kaliafetis, Chantal Nab, La Mole – Associazione Fotografica di Torino, Yitao Wang e Amelia Sagone Rattew: alcuni dei protagonisti di una selezione che attraversa racconti urbani, ritratto, geometrie architettoniche e riflessioni sullo sport e sull’identità. Una mostra che affianca e arricchisce il concorso, offrendo al pubblico l’occasione di approfondire la ricerca e il linguaggio personale degli autori.
Mirko Gargiulo prosegue : “ non si tratta del solito contest confinato dentro lo schermo di un computer, fatto di moduli digitali, classifiche pubblicate online e fotografi destinati a non incontrarsi mai. Milano Photo Awards è prima di tutto un evento fisico, un luogo nel quale gli autori potranno conoscersi, confrontarsi, creare relazioni e, finalmente, dare un volto a quelle fotografie che per mesi hanno viaggiato da una parte all’altra del mondo”.
Parliamo allora con Mirko degli oltre mille fotografi iscritti, provenienti da numerosi Paesi, che concorreranno nelle otto categorie previste: la street ,la fashion, la ritrattistica….
“Sulla pagina social ( www.milanophotoawards@com) troverete le modalità di entrata: sabato è già sold out, venerdì e domenica si sfiora il pienone: ingresso con prenotazione sul sito , visto l’affluenza, con un ticket di 20 euro che darà la possibilità di open musica e beveraggi” racconta
Ma si espongono solo fotografie, o si beve e si balla? Alla consolle, il dj Bruno Bolla, promette due novità per le tre serate dell’evento: un omaggio alla fotografia da parte del rapper Zivago che in prima mondiale presenta il suo rap “Zuppa di strada” composto per l’occasione per gli amanti della Nikon , melodia dedicata quindi ai fotoreporter d’assalto che raccontano le realtà difficili di Milano.
Dice il testo:
Zuppa di strada
Facce di mala
La Nikon ti bazooka
In un giro dell’oca
Milano è una giungla
non è solo Esselunga
Segue il cantautore Nando Uggeri che offrirà una prima assoluta domenica pomeriggio del suo LP in vinile “ Lasciatemi stare “ con una canzone irriverente che contesta l’uso eccessivo del cellulare, e con un cartone animato firmato da Riccardo Bruggi proiettato sullo schermo gigante della location.
Gargiulo sogna, progetta e governa intanto questo nuovo piccolo parlamento internazionale dell’immagine all’ex Breda con un’idea precisa: restituire centralità ai fotografi, compresi quelli emergenti, amatoriali e semiprofessionisti, offrendo loro la possibilità non soltanto di partecipare a un premio, ma di vivere realmente la manifestazione e confrontarsi con autori, professionisti e appassionati arrivati da Paesi differenti.

Cronista al Corriere della sera poi inviato a L’ Europeo di Vittorio Feltri e reporter su Affaritaliani . Ultimo libro pubblicato : Wanda L’ ultima maitresse ed Mimesis

