È bastata una notte di pioggia per regalare qualche ora di tregua ai residenti. Appena l’acqua ha smesso di cadere, però, in via Celentano e via Madre Picco è ricominciato l’incubo: marciapiedi occupati, passi carrai bloccati, automobili contromano, gruppi appartati dietro le vetture e un incrocio nuovamente paralizzato.
Intorno alle 23.30 una moto avrebbe cominciato a percorrere ripetutamente il marciapiede sotto le finestre di un residente, effettuando poi diversi giri attorno all’isolato. Dopo le intimidazioni denunciate nei giorni scorsi, chi vive nella zona non riesce più a considerare simili comportamenti come semplici bravate. Resta da accertare se vi fosse davvero la volontà di lanciare un messaggio, ma la sensazione degli abitanti è che si volesse segnalare il ritorno alla “normalità” del quartiere dopo la breve interruzione causata dal maltempo.
Poco prima dell’una un’automobile bianca avrebbe inoltre percorso ad alta velocità e contromano un tratto di via Celentano, fermandosi davanti a un passo carraio già ostruito da un’altra vettura. Non è chiaro che cosa sia accaduto né perché l’auto sia arrivata in quel modo, ma la manovra avrebbe potuto provocare conseguenze gravissime.
Nel frattempo diversi accessi alle abitazioni risultavano bloccati, i marciapiedi erano occupati e la circolazione all’incrocio era completamente in tilt. Tra le automobili sostavano anche piccoli gruppi di persone, appartati e impegnati in comportamenti che i residenti descrivono come sospetti. Dopo un periodo di assenza sarebbero inoltre ricomparsi alcuni personaggi e alcune vetture già notati in precedenza.
All’1.12 è partita l’ennesima telefonata alla Polizia Locale. Il residente ha segnalato il passaggio della moto sul marciapiede, la situazione viabilistica, i passi carrai ostruiti e il clima percepito come intimidatorio. La risposta ricevuta è stata ancora una volta: «Mettiamo in nota».
Una formula che, dopo mesi di chiamate, rassicurazioni e attese inutili, non tranquillizza più nessuno. Per chi vive in via Celentano significa soltanto aspettare e sperare, mentre sotto casa continuano condotte pericolose e provocatorie senza che vi sia una presenza immediata delle istituzioni.
Non siamo più davanti alla semplice musica troppo alta di un locale. Quando una moto percorre ripetutamente il marciapiede sotto una finestra, un’automobile corre contromano, i passi carrai vengono bloccati e gruppi di persone si muovono nell’ombra tra le vetture, il problema riguarda la sicurezza e il controllo del territorio.
Nelle settimane scorse i residenti hanno denunciato schiamazzi, occupazioni della strada, minacce e persino un accoltellamento. Hanno chiamato la Polizia Locale e il 112, presentato segnalazioni e documentato quanto avviene. Eppure, terminato un controllo o passata una notte di pioggia, tutto ricomincia.
La domanda, quindi, non può più essere rinviata: la Polizia interverrà in maniera continuativa prima che sia troppo tardi? Perché limitarsi a “mettere in nota” non basta più. Serve una presenza reale nelle ore notturne, quando via Celentano e via Madre Picco vengono abbandonate a chi pensa di poter occupare strade e marciapiedi, intimidire i residenti e violare impunemente ogni regola.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.