Anche quest’anno come ogni anno a settembre si celebra in Duomo un rito poco conosciuto.
A metà del mese, il 14 settembre, o nel sabato più prossimo al 14 di settembre, ricorre la festività dell’Esaltazione della Santa Croce.
Già prima del VII sec., tale celebrazione era praticata e documentata nei testi e consisteva nell’ostensione della Croce e adorazione della stessa e di Cristo.
Quest’anno si svolgerà sabato 12 settembre ore 15.
Il colore della celebrazione è tradizionalmente il rosso.
Viene collocata il 14 settembre perché in questa data Sant’Elena avrebbe ritrovato la vera Croce di Gesù nel 327 e in quel giorno la Croce sarebbe stata innalzata dal Vescovo di Gerusalemme davanti al popolo per l’adorazione.
Costantino, infatti, dopo il Concilio di Nicea, aveva incaricato Macario, Vescovo di Gerusalemme, di rintracciare i luoghi della Passione e Resurrezione di Cristo.
Così, rimuovendo i resti di un tempio dedicato a Venere, comparve la reliquia della Croce, trovata da Elena, madre di Costantino, insieme al Sepolcro.
In questo stesso luogo, Costantino ordinò di erigere la Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, luogo della Crocifissione, Unzione, Sepoltura e Resurrezione.
Il rito attuale a Milano è stato istituito dal Cardinal Borromeo il 14 settembre 1576, quando egli stesso condusse il Sacro Chiodo della Croce in processione dal Duomo alla Chiesa di San Celso per implorare la fine della peste.
Il Sacro Chiodo è conservato in Duomo dal 20 marzo 1461.
La celebrazione del Duomo consta di un rituale ben preciso che viene reiterato ogni anno, scandito dalla lettura del Vangelo della Passione.
Viene denominato il rito della Nivola.
Si tratta di un congegno meccanico, un argano elettrico, che solleva un ascensore a forma di nuvola dove sale un temerario Arcivescovo con palese sprezzo del pericolo.
Questi, infatti, viene sollevato fino a 40 metri di altezza per andare a prendere la reliquia del Sacro Chiodo conservata in un tabernacolo con una lampada rossa in cima all’abside del Duomo.
Leggenda non confermata vuole che l’ascensore fosse stato ideato da Leonardo stesso.
Dopo la discesa il Chiodo viene esposto alla venerazione dei fedeli.
Il contenitore, del peso di otto quintali, detto nivola è un congegno a forma di nuvola, probabilmente risalente al 1624 di lamiera, avvolto da un telo dipinto con cherubini da Paolo Camillo Landriani detto il Duchino (1562 – 1618), il quale dipinse anche i Quadroni del Duomo.
Il Chiodo, poi collocato in un reliquario a forma di croce, viene mantenuto esposto per quaranta ore e poi ricollocato nella sua sede con le stesse modalità.
L’Elevazione della Croce ha ispirato molti pittori tra cui Rubens con un magnifico e potente dipinto con questo tema, (1610 – 1611), custodito nella Cattedrale di Nostra Signora di Aversa.
Anche Mattia Preti si cimentò con questo soggetto (1655 – 1666). Carlo Saraceni, invece, realizzò il dipinto di San Carlo Borromeo che porta il Chiodo della Croce (1618). Anche la pittrice Fede Galizia (1578 – 1630), si cimentò con il San Carlo che porta la Croce (1611).
Una ricorrenza poco conosciuta ma sicuramente suggestiva che vale la pena di vedere.
Eleonora Prina
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845