«Il Piano Casa di Palazzo Marino dovrebbe essere la risposta all’emergenza abitativa di Milano, ma i primi tre bandi simbolo continuano a slittare. Con la determinazione dirigenziale n. 7085 del 27 agosto 2026, infatti, il Comune ha prorogato ancora una volta i termini per la presentazione delle offerte relative alle aree dell’ex Palasharp, di via San Romanello e di via Bovisasca. L
a scadenza originaria era fissata al 26 giugno 2026 ed era già stata rinviata al 31 agosto e ora viene ulteriormente spostata al 26 ottobre prossimo. In sostanza, sui primi tre bandi del Piano Casa siamo passati da giugno a ottobre. Non stiamo parlando di un progetto marginale, ma dei primi tre test concreti del modello con cui Palazzo Marino sostiene di voler affrontare una delle principali emergenze della città.
Ancora più interessante è leggere perché il Comune abbia deciso il nuovo rinvio. Nella determinazione si dà conto di richieste di proroga motivate dalla “complessità delle valutazioni sottese alla predisposizione delle offerte”, anche alla luce dei chiarimenti progressivamente forniti attraverso le FAQ. Il Comune ha quindi deciso di concedere altri due mesi con l’obiettivo dichiarato di favorire la massima partecipazione e concorrenza. Una motivazione che apre domande politiche molto precise. Se i bandi erano pronti ad aprile, perché a quattro mesi dalla pubblicazione gli operatori hanno ancora bisogno di ulteriore tempo e chiarimenti per formulare le offerte? Quali aspetti risultano così complessi da aver reso necessarie due proroghe consecutive? Quanti operatori hanno formalmente chiesto il nuovo rinvio? E soprattutto: quante offerte erano concretamente pronte alla scadenza del 31 agosto?
Non diciamo che i bandi siano deserti, perché oggi non abbiamo elementi per sostenerlo, ma chiediamo però al Comune di rendere pubblici i dati che permetterebbero ai milanesi di capire lo stato reale del Piano Casa. La questione è ancora più significativa perché nella precedente fase di manifestazione d’interesse Palazzo Marino aveva comunicato 24 proposte presentate da 14 operatori sulle otto aree inizialmente individuate. A fronte di quell’interesse, è legittimo chiedere quanti operatori siano oggi effettivamente pronti a investire sui primi tre bandi messi sul mercato.
Il problema della casa a Milano non può aspettare i tempi della burocrazia di Palazzo Marino. Ogni mese perso significa rinviare la realizzazione di alloggi che dovrebbero essere destinati a lavoratori, giovani e famiglie che non riescono più a sostenere i prezzi della città. Sala e la Giunta hanno indicato nella casa una priorità politica. Una priorità, però, si misura sui risultati e sui tempi, non sugli annunci. Per questo chiediamo al Comune di pubblicare le richieste di proroga ricevute, specificando quanti operatori le abbiano presentate e quali criticità abbiano segnalato, e di chiarire se il nuovo calendario consenta ancora di rispettare gli obiettivi annunciati per l’assegnazione delle aree e la realizzazione degli interventi. Dal 26 giugno al 26 ottobre sono quattro mesi. Per una città che dichiara di essere in emergenza abitativa, non sono un dettaglio».
Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
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