Sulle tracce di Arnaldo Pomodoro, la scultura che ha ridisegnato Milano

Milano

Milano festeggia il centenario della nascita di Arnaldo Pomodoro con una serie di iniziative espositive che ripercorrono l’evoluzione della sua ricerca plastica.

Disco in forma di rosa del deserto

Arrivato in città nel 1954 e subito entrato in sintonia con Lucio Fontana e le avanguardie dell’epoca, il maestro ha lasciato un’impronta indelebile nel tessuto urbano. Oggi sono circa venticinque le sue opere monumentali incastonate tra piazze, parchi e palazzi milanesi, a testimonianza di un dialogo mai interrotto con il territorio.

La superficie metallica delle sue sfere, dei dischi e delle colonne si apre per rivelare ingranaggi complessi e fratture interne, offrendo una metafora visiva delle contraddizioni del mondo contemporaneo. Per approfondire questo percorso, le Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo ospitano fino al 18 ottobre la mostra Arnaldo Pomodoro. Una vita, curata da Luca Massimo Barbero e Federico Giani.

La sfera grande

L’itinerario accoglie quarantacinque sculture e un vasto patrimonio documentario, affiancando ai pezzi d’archivio le installazioni storiche del chiostro ottagonale e del Giardino di Alessandro, come il Disco in forma di rosa del deserto e la Sfera grande.

A coronamento delle celebrazioni, il 1° ottobre la Fondazione Arnaldo Pomodoro inaugura nei propri spazi adiacenti alla Darsena l’esposizione Open Studio #5. La Collezione di Arnaldo Pomodoro – Vol. I. Questa prima tappa espositiva presenta oltre cento opere raccolte dall’artista a partire dal 1974, anno della celebre antologica alla Rotonda della Besana. Nata inizialmente per conservare la propria produzione, la raccolta si è trasformata nel tempo in una mappa di affetti e scambi culturali con i maggiori protagonisti dell’arte internazionale, ponendo le basi per la nascita della Fondazione nel 1995.

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