Ratti davanti alle finestre nelle case Aler di Via Quarti: «Condizioni indegne, serve un intervento immediato»

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Ratti di grandi dimensioni che si muovono negli spazi comuni, salgono sugli arredi accatastati nei cortili e arrivano fino ai davanzali delle finestre. È quanto documentano alcuni video girati nelle case Aler di via Quarti, nella periferia occidentale di Milano, dove gli inquilini sono costretti a convivere con una situazione che ha ormai superato qualsiasi limite di tollerabilità.

Le immagini mostrano roditori a pochissima distanza dalle abitazioni, in aree frequentate quotidianamente dai residenti e tra tavoli, sedie, biciclette e altri oggetti presenti nei cortili. In uno dei filmati un grosso ratto si trova addirittura sul davanzale esterno di una finestra. Non si tratta quindi di un avvistamento occasionale in una zona isolata, ma di una presenza che arriva letteralmente a ridosso degli appartamenti. A completare il quadro vi sono pavimentazioni deteriorate, intonaci ammalorati e spazi che appaiono bisognosi di pulizia, manutenzione e messa in sicurezza.

«Questi filmati non hanno bisogno di molti commenti: mostrano una condizione semplicemente indegna per una città come Milano», dichiara Franco Vassallo, Responsabile Casa di Noi Moderati Milano. «Nessuno dovrebbe essere costretto a vivere con ratti che attraversano il cortile, si arrampicano sugli arredi e arrivano davanti alle finestre di casa. Qui non siamo davanti a un problema estetico o a una lamentela marginale, ma a una questione seria di igiene, salute pubblica e dignità dell’abitare».

«Le persone che vivono nelle case popolari non sono cittadini di serie B e non possono essere abbandonate fino a quando la situazione diventa così grave da finire in un video. Pagano un canone, rispettano delle regole e hanno diritto a ricevere in cambio ambienti salubri, manutenzione ordinaria e risposte tempestive. Quando un inquilino deve tenere chiusa una finestra per paura che un roditore possa entrare nell’appartamento significa che il sistema di gestione e prevenzione non ha funzionato».

Secondo Vassallo, non è sufficiente programmare una derattizzazione isolata. «Serve un intervento immediato, ma anche strutturale. Occorre verificare da dove arrivino i roditori, controllare tombini, cantine, vani tecnici, locali comuni e sistemi di raccolta dei rifiuti, rimuovere gli eventuali accumuli che possono offrire riparo e intervenire sulle fessure e sulle parti deteriorate degli edifici. Se non si eliminano le cause, qualsiasi derattizzazione rischia di trasformarsi in un provvedimento temporaneo, buono soltanto a rinviare il problema di qualche settimana».

«Chiediamo ad Aler di effettuare con urgenza un sopralluogo approfondito in tutto il complesso di via Quarti e di comunicare ai residenti tempi certi per la bonifica e per gli interventi di manutenzione necessari. Le segnalazioni non possono perdersi tra competenze, protocolli e rimpalli di responsabilità. Quando è in gioco la salubrità delle abitazioni, la risposta deve essere rapida, concreta e verificabile».

La vicenda di via Quarti ripropone un problema più ampio: quello di una gestione del patrimonio residenziale pubblico troppo spesso concentrata sulle emergenze e incapace di garantire una manutenzione preventiva costante. Piccoli guasti, infiltrazioni, degrado degli spazi comuni e carenze nella pulizia, se trascurati, finiscono per accumularsi fino a produrre situazioni difficili e costose da risolvere.

«La politica della casa non può limitarsi agli annunci su quanti nuovi alloggi saranno realizzati», conclude Vassallo. «Prima ancora bisogna prendersi cura delle case già esistenti e delle persone che vi abitano. Il patrimonio pubblico si difende con controlli regolari, manutenzione programmata e responsabilità precise. In via Quarti servono risposte adesso: non tra mesi e non dopo l’ennesima segnalazione. Restituire a questi residenti condizioni di vita normali non è una concessione, ma un dovere».

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