Casa Jannacci, il nodo dei nuovi appalti mette a rischio 15 posti di lavoro

Notizie in evidenza

Un’improvvisa svolta organizzativa rischia di mettere in ginocchio un gruppo di operatori attivi nella storica struttura di accoglienza milanese. A partire dal primo agosto, infatti, quindici addetti al servizio di igiene e sanificazione potrebbero trovarsi senza un impiego a causa del cambio di gestione intrapreso dall’amministrazione comunale. La trasformazione dell’impianto gestionale di viale Ortles, sostenuta anche dalle risorse del Pnrr verso un modello di coprogettazione, ha finito per estromettere le figure professionali che da tempo garantiscono il decoro degli ambienti.

Il buco normativo che cancella la clausola sociale

A complicare il quadro interviene il contemporaneo subentro del nuovo contratto per la gestione della pulizia negli uffici e negli immobili civici. La Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci non è stata tuttavia inserita all’interno della gara d’appalto generale, determinando così un’impasse amministrativa dalle conseguenze drammatiche. Senza il collegamento al bando principale, decadono automaticamente le tutele previste dal Codice degli appalti e dai protocolli intesi a salvaguardare il personale in fase di transizione. I dipendenti si trovano così privati di qualsiasi garanzia di riassunzione, pur senza avere alcuna responsabilità nei cambiamenti decisionali della pubblica amministrazione.

La mobilitazione delle rappresentanze dei lavoratori

I vertici della Filcams Cgil hanno espresso forte preoccupazione di fronte a uno scenario ampiamente pronosticabile, contestando la mancanza di una strategia di protezione per gli addetti storici. La richiesta avanzata all’indirizzo delle istituzioni comunali è di intervenire con immediatezza prima del termine del mese per individuare una via d’uscita che metta al sicuro i livelli occupazionali, il monte ore e i trattamenti economici correnti. Senza risposte vincolanti e formali in tempi brevi, la sigla sindacale si dichiara pronta ad avviare ogni forma di protesta utile a tutelare i diritti di chi rischia di rimanere escluso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.