Cumuli di rifiuti e cartoni abbandonati sui marciapiedi, materassi lasciati in strada e muri coperti dalle scritte. È la situazione denunciata in via Pasteur e all’incrocio tra via Transiti e via Padova, diventati il simbolo di una Milano nella quale il degrado rischia ormai di essere considerato normale.
A intervenire è Deborah Dell’Acqua, vice coordinatore di Fratelli d’Italia Milano, che parla di una città che sta perdendo la battaglia del decoro urbano. «Scene di questo tipo non possono essere considerate normali in una grande città europea», afferma.
Le responsabilità individuali di chi abbandona i rifiuti restano evidenti, ma la denuncia politica riguarda soprattutto l’assenza di controlli e la debolezza delle sanzioni. Quando le regole non vengono fatte rispettare e chi sporca ritiene improbabile essere individuato, il degrado si allarga fino a diventare parte del paesaggio quotidiano.
Il problema non è soltanto estetico. Strade sporche e spazi pubblici trascurati aumentano la percezione di insicurezza, danneggiano le attività commerciali e trasmettono ai residenti il messaggio di un’amministrazione che ha rinunciato a governare il territorio. A pagare sono soprattutto i cittadini che rispettano le regole e chiedono soltanto di vivere in quartieri puliti e ordinati.
«Milano ha bisogno di un cambio di passo», conclude Dell’Acqua. «Servono controlli costanti, sanzioni efficaci e tolleranza zero verso ogni forma di degrado. Rassegnarsi a questo spettacolo significherebbe accettare il declino della città, e noi non siamo disposti a farlo».

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.