Taser alla Polizia Locale di Milano, l’ennesima farsa: approvati i corsi antidiscriminazione per tutti i dipendenti comunali

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Alla fine, la montagna ha partorito il classico topolino ideologico. Nella serata di ieri, il Consiglio Comunale di Milano ha scritto l’ultimo, grottesco capitolo dell’infinito e tormentato iter per la concessione del taser alla Polizia Locale. Con 24 voti favorevoli e 8 contrari, l’aula ha approvato la delibera che istituisce un percorso di formazione obbligatoria in materia di prevenzione e contrasto delle discriminazioni. La vera assurdità? I corsi non saranno destinati soltanto agli agenti che dovranno impugnare l’arma a impulsi elettrici, ma a tutti — nessuno escluso — i dipendenti del Comune di Milano.

Dal rinvio ideologico al “tutti in cattedra”

Per capire come si sia arrivati a questo paradosso, bisogna fare un passo indietro. L’introduzione del taser per i ghisa milanesi, uno strumento di difesa basilare già in dotazione alle forze dell’ordine in gran parte dell’ Italia, è stata ostacolata per mesi dai veti incrociati della maggioranza di centrosinistra.

L’ultimo ostacolo, in ordine di tempo, era stato un emendamento-provocazione che pretendeva di vincolare l’uso dell’arma a corsi di reintroduzione e “antidiscriminazione” per i soli agenti di Polizia Locale. Davanti alle inevitabili proteste e alle accuse di voler trattare i poliziotti municipali come potenziali razzisti, il centrosinistra ha pensato bene di “risolvere” il problema estendendo l’obbligo a chiunque lavori per Palazzo Marino: dagli impiegati dell’anagrafe ai tecnici dei cantieri.

La delibera approvata ieri, a prima firma del consigliere PD Michele Albiani, è l’esatto risultato di questo equilibrismo politico.

Respinti tutti gli emendamenti del centrodestra

Il dibattito in aula ieri è stato tutt’altro che sereno. L’opposizione ha tentato fino all’ultimo di arginare quella che è stata definita una sanzione ideologica e un inutile spreco di tempo e risorse per la macchina comunale.

Il capogruppo della Lega, Alessandro Verri, ha presentato 5 emendamenti mirati a circoscrivere o correggere la delibera sui corsi obbligatori, ma la maggioranza li ha respinti compattamente uno dopo l’altro.

Un epilogo paradossale

La sicurezza dei cittadini e la tutela degli agenti, che ogni giorno si trovano a gestire situazioni ad alto rischio nelle strade di Milano, sono state ancora una volta subordinate ai compromessi interni alla sinistra. Invece di accelerare sulla dotazione di uno strumento fondamentale per la sicurezza urbana, l’amministrazione ha preferito impelagarsi in una burocratica crociata formativa per migliaia di colletti bianchi. Ieri sera si è consumato l’ultimo atto di una storia assurda: per dare un taser a un agente, si manda a lezione di politicamente corretto l’intero personale del Comune.

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