Processo Beic: il giudice ammette le chat imbarazzanti per Boeri e respinge il ricorso della difesa

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A Milano, l’inchiesta sulla gara d’appalto per la nuova Biblioteca europea di cultura (Beic) segna un punto a favore della Procura della Repubblica. Il giudice Nicola Clivio ha infatti autorizzato l’utilizzo integrale dei messaggi WhatsApp estratti dal telefono dell’architetto Stefano Boeri, respingendo l’eccezione della difesa che ne chiedeva l’esclusione.

Mentre nel quartiere di Calvairate il cantiere delle due piramidi prosegue i lavori, a Palazzo di giustizia si cerca di fare luce sulla regolarità del concorso internazionale assegnato quattro anni fa.

La decisione del tribunale sulle chat di WhatsApp

I messaggi in questione rappresentano l’elemento portante dell’intero impianto accusatorio. Sequestrate nel 2023 sullo smartphone di Boeri, le conversazioni chiarirebbero i rapporti tra i giurati e i concorrenti della gara per la Beic.

Il quadro dei contatti emerso dalle indagini si divide principalmente tra due fronti:

  • I commissari di gara: Le archistar Stefano Boeri e Cino Zucchi, scelti dal Comune di Milano per valutare i progetti anonimi.

  • I progettisti: Gli architetti Angelo Lunati e Giancarlo Floridi di Onsitestudio (insieme allo studio Baukuh), risultati poi vincitori della gara e in contatto con i commissari attraverso il socio Pier Paolo Tamburelli.

Nelle chat è emerso anche il nome di Andrea Caputo, terzo classificato al concorso, inizialmente non indagato e poi iscritto nel registro degli indagati per turbativa d’asta proprio a causa dei messaggi scambiati con Boeri.

Le obiezioni della difesa e la risposta del giudice

L’avvocato difensore di Caputo, Guido Camera, aveva sollevato un’eccezione formale chiedendo di escludere le chat dal processo. Secondo la tesi difensiva, la Guardia di finanza avrebbe operato una ricerca “a strascico” e a tappeto, muovendosi in modo esplorativo e violando la riservatezza della corrispondenza senza una delega precisa.

Il giudice Clivio ha respinto la richiesta sulla base di due principi:

  • L’uso delle parole chiave: La selezione del materiale informatico non è stata generica, ma guidata da termini specifici legati all’indagine, tutelando la privacy sui dati non pertinenti.

  • L’interesse pubblico: Quando l’acquisizione rispetta le regole di pertinenza, il diritto alla riservatezza della corrispondenza privata recede davanti alla necessità dello Stato di accertare eventuali reati.

Cosa svelano i messaggi: il cambio di rotta sul progetto vincente

L’analisi dei messaggi, illustrata in aula da un ufficiale della Guardia di finanza, evidenzia anomalie nella gestione dell’anonimato dei progetti. Nonostante la commissione dovesse valutare i lavori senza conoscere gli autori, i dialoghi tra i commissari suggeriscono una conoscenza diretta di chi ci fosse dietro i progetti.

I punti chiave emersi dall’analisi delle chat:

  1. L’esclusione iniziale: A ridosso del voto, Boeri aveva stilato una lista dei cinque progetti migliori. In questa prima selezione il progetto numero 29 non compariva.

  2. Il confronto: Successivamente a un colloquio tra Boeri e Zucchi, l’orientamento è cambiato.

  3. La vittoria: Il progetto numero 29 è rientrato nella cinquina finale e ha vinto il concorso, ottenendo un premio di 500.000 euro e l’affidamento della progettazione definitiva da 8 milioni di euro.

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