Dopo le recenti assoluzioni nei tribunali, si apre il tavolo regionale per riscrivere le regole e ridare certezze al settore edilizio.
L’urbanistica milanese prova a mettersi alle spalle i mesi di paralisi. Mercoledì pomeriggio, l’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi ha convocato un tavolo di confronto strategico che ha riunito i principali rappresentanti del comparto immobiliare, edile e delle professioni. L’obiettivo dell’incontro è chiaro: delineare una strategia d’emergenza per far ripartire i cantieri e superare il clima di forte incertezza che ha congelato gli investimenti nel capoluogo lombardo.
Cosa prevede il piano della Regione
Per ridare slancio al settore, la Regione Lombardia si muoverà su due fronti principali in sinergia con il governo centrale:
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Semplificazione normativa: Aggiornamento delle leggi regionali per eliminare i vuoti interpretativi.
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Procedure certe: Introduzione di iter burocratici più trasparenti e, soprattutto, tempi perentori per le autorizzazioni.
“Milano ha già pagato un prezzo troppo alto in termini di investimenti bloccati, cantieri fermi, occupazione e competitività; non possiamo permetterci di perdere altro tempo” — ha detto l’assessore Comazzi
La svolta giudiziaria che accelera i cambi normativi
La convocazione del tavolo non è casuale, ma arriva sulla scia di due importanti verdetti giudiziari che, secondo la Regione, confermano la necessità di voltare pagina e fare chiarezza:
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Il caso Torre Milano (via Stresa): Si è concluso con l’assoluzione in primo grado per “buona fede” dei soggetti coinvolti.
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Il caso Park Towers (via Crescenzago): La Corte dei Conti ha assolto tre funzionari del Comune di Milano, escludendo la colpa grave nella determinazione degli oneri di urbanizzazione.
Queste decisioni dei magistrati offrono una base giuridica più serena per avviare la riforma delle regole, con l’auspicio di restituire a Milano il ruolo di motore economico e attrattore di investimenti.
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