Si è svolto il 30 giugno a Palazzo Lombardia il convegno promosso dall’associazione Ippocrate dedicato alle nuove sfide della sanità lombarda, tra innovazione digitale, longevità e riorganizzazione dei servizi territoriali. L’incontro, coordinato dall’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa, tra i fondatori dell’associazione, ha rappresentato un’occasione di confronto sulle prospettive di evoluzione del sistema sanitario regionale in una fase caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche e dall’impatto crescente delle nuove tecnologie sui percorsi di cura.
Ai lavori hanno partecipato il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e Transizione digitale Alessio Butti, il senatore Sandro Sisler, l’eurodeputato Mario Mantovani, i deputati Marco Osnato, Stefano Maullu, Fabio Raimondo e Grazia Di Maggio, i consiglieri regionali Christian Garavaglia e Matteo Forte, l’ex eurodeputato Vincenzo Sofo, gli assessori regionali Paolo Franco e Franco Lucente, oltre ai direttori generali del Policlinico di Milano Matteo Stocco e dell’ASST Bergamo Est Marco Passaretta.
«La sanità lombarda si trova oggi di fronte a sfide decisive», ha sottolineato Romano La Russa, evidenziando come l’aumento dell’età media della popolazione, la crescente diffusione delle malattie croniche, la carenza di personale sanitario e la necessità di ridurre i tempi di attesa richiedano «un profondo ripensamento dell’organizzazione dei servizi».
In questo quadro, l’assessore ha richiamato il ruolo delle Case di Comunità, considerate uno degli strumenti più significativi introdotti negli ultimi anni per avvicinare l’assistenza ai cittadini, favorire la presa in carico dei pazienti cronici e rafforzare l’integrazione tra medici di medicina generale, specialisti e servizi sociali. Un modello che, secondo La Russa, può contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza territoriale e a limitare il ricorso improprio alle strutture ospedaliere.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla figura dell’infermiere di Famiglia e di Comunità, individuata come elemento strategico per accompagnare i pazienti fragili nel percorso assistenziale, promuovere la prevenzione e garantire una maggiore continuità delle cure sul territorio. Restano tuttavia alcune criticità, legate soprattutto alla disponibilità di personale, ai carichi di lavoro e alla necessità di una più efficace integrazione con la medicina generale.
«Per affrontare le sfide future non bastano nuove strutture o nuovi modelli organizzativi», ha osservato La Russa. «Servono investimenti concreti nelle risorse umane, una programmazione più efficace, incentivi per attrarre professionisti e una riduzione delle disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure». L’obiettivo, ha concluso, deve essere quello di «una sanità lombarda capace di coniugare eccellenza ospedaliera e una forte medicina territoriale, mettendo al centro il cittadino e garantendo servizi efficienti, tempestivi e di qualità».
Sul ruolo della politica nelle scelte sanitarie è intervenuto anche il senatore Sandro Sisler, che ha ricordato come il tema della salute pubblica rappresenti una delle principali responsabilità delle istituzioni. «Chi amministra la cosa pubblica non può non occuparsi di sanità perché significa prendere decisioni cruciali che riguardano la vita di tutti i cittadini», ha dichiarato, sottolineando l’incremento del Fondo sanitario nazionale, che ha raggiunto i 136,5 miliardi di euro, con una crescita di circa 10 miliardi rispetto all’inizio della legislatura.
Ampio spazio è stato riservato alle prospettive offerte dalla trasformazione digitale. Per il sottosegretario Alessio Butti, infatti, l’innovazione deve essere valutata in base alla sua capacità di incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone. «Intelligenza artificiale, robotica, Fascicolo sanitario elettronico, App IO e nuovi modelli di governance ci stanno aiutando a ridurre le liste d’attesa, rendere i servizi più accessibili e liberare tempo per medici e operatori sanitari», ha spiegato.
Secondo Butti, la Lombardia dispone di tutte le caratteristiche necessarie per diventare un punto di riferimento nazionale nel campo dell’innovazione applicata alla salute grazie alla presenza di università, centri di ricerca, imprese altamente specializzate e strutture ospedaliere di eccellenza. «Il compito delle istituzioni – ha concluso – è creare le condizioni affinché ricerca, competenze e investimenti lavorino insieme, trasformando il progresso tecnologico in migliori cure, maggiore efficienza e un Servizio sanitario sempre più moderno e vicino ai cittadini».
Dal confronto emerso a Palazzo Lombardia appare evidente come il futuro della sanità passi sempre più dalla capacità di integrare innovazione tecnologica, sostenibilità organizzativa e risposta ai bisogni di una popolazione che vive più a lungo. Una sfida che richiede investimenti, visione strategica e la capacità di trasformare l’eccellenza sanitaria lombarda in un modello in grado di coniugare cura, prossimità e qualità dei servizi.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.