La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano – V Dipartimento, ha eseguito, giovedì scorso, l’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di un uomo straniero, rider di piattaforma di consegne a domicilio multicategoria di 25 anni, richiedente asilo, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale ai danni di tre giovani ragazze.
L’attività di indagine, condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Milano, si è sviluppata a seguito delle querele presentate dalle donne vittime di atti sessuali, subiti in occasione della consegna dei prodotti alimentari richiesti online tramite la piattaforma.
In particolare, dagli accertamenti è emerso che, in data 8 febbraio scorso, il rider, utilizzando l’account di terza persona, appoggiava la bicicletta e consegnava ad una giovane donna due casse d’acqua all’ingresso dello stabile: approfittando della posizione, iniziava a palpeggiarle insistententemente il seno ed altre parti del corpo. In un primo momento la vittima rimaneva impietrita e incapace di reagire, poi riusciva a divincolarsi scappando nell’androne condominiale ed entrando in ascensore.
Ciononostante, il rider non desisteva e, solo dopo qualche minuto in cui la ragazza rimaneva chiusa in ascensore, lo stesso l’area comune del condominio. Successivamente, il 13 febbraio, l’uomo effettuava una consegna all’interno di un palazzo e, con il pretesto di richiedere alla ragazza destinataria dell’ordine una recensione sul cellulare, portandosi vicino alla stessa, le palpeggiava il seno con entrambe le mani. Anche il 16 marzo, sempre all’ingresso di un condominio, il rider, impugnando la busta contenente l’ordine, poneva la mano sinistra sotto al sacchetto e palpeggiava la ragazza, presente davanti a lui, sul seno.
Sono in corso accertamenti relativi ad almeno altri sette episodi, del tutto simili per modalità d’azione.
Posto che le segnalazioni in merito a condotte inappropriate di rider sono molteplici e distribuite su un ampio periodo di tempo, almeno da maggio 2025, considerato il carattere di abitualità del comportamento penalmente rilevante dell’indagato, la Polizia invita eventuali ulteriori vittime a segnalare l’episodio alle Forze dell’Ordine.
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