Il Presidente Reale: “Ogni aumento dei tassi pesa su artigiani e imprenditori che già affrontano rincari, bollette e un costo della vita che corre più veloce”
L’aumento dei tassi di interesse deciso dalla BCE era atteso alla luce delle tensioni inflazionistiche alimentate dalla crisi internazionale e dall’instabilità dei mercati energetici. Una scelta che interviene in una fase già complessa per il sistema produttivo, con imprese e famiglie che continuano a fare i conti con l’aumento dei costi di energia, carburanti, materie prime e servizi.
Per le piccole imprese milanesi il rischio è che una misura necessaria sul fronte monetario finisca per accentuare le difficoltà dell’economia reale: il credito diventa più oneroso proprio mentre aumenta la necessità di liquidità per sostenere l’attività, mantenere gli investimenti e garantire la continuità aziendale.
A Milano, dove il tessuto economico è fortemente caratterizzato dalla presenza di artigiani, micro e piccole imprese, l’impatto di questa combinazione di fattori può risultare ancora più rilevante.
“Milano vive un effetto moltiplicatore dei rincari, qui infatti il costo della vita corre più veloce e ogni aumento dei tassi si traduce in un peso ancora maggiore per artigiani e piccoli imprenditori – afferma Matteo Reale, Presidente di CNA Milano -. Non parliamo solo di imprese: parliamo di persone che, oltre a sostenere costi finanziari più alti per lavorare, affrontano come tutti i cittadini bollette, mutui, affitti e spese quotidiane sempre più onerose. Il rischio è che chi crea valore e occupazione sul territorio finisca per pagare almeno due volte il prezzo delle tensioni economiche internazionali”.
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