Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia Teatro Diritto Economia Sport Fumetto
Ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi
IL TEMA DI QUESTA EDIZIONE È IL DESIDERIO E LA LEGGE
LUNEDÌ 8 GIUGNO
AL PICCOLO TEATRO PAOLO GRASSI DI MILANO
Prologo Andrea Moro (Accademico dei Lincei)
Letture
Sandro Veronesi (Premio Strega 2006 e 2020)
Christian Kracht (Premio Hermann Hesse 2016)
David Szalay (Booker Prize 2025)
Concerto Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura
Verrà presentato il concorso “Il nome del Secolo”
in collaborazione con FNM
attivo dall’8 giugno al 30 settembre
L’8 giugno, al Piccolo Teatro Paolo Grassi di Milano, La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, propone l’appuntamento “Desideri di nomi e di storie”, un titolo che richiama il doppio asse della serata: il desiderio di nominare il mondo e di nominarsi, affidato al linguista e neuroscienziato Andrea Moro, e il desiderio di trasformare l’esperienza in racconto, affidato a tre grandi romanzieri contemporanei Sandro Veronesi, Christian Kracht e David Szalay.
La serata si aprirà con il prologo “Il desiderio di darsi un nome” affidato ad Andrea Moro, Accademico dei Lincei, che ha da poco pubblicato “Lucrezio e il pipistrello dagli occhi azzurri” (La nave di Teseo), in un percorso di riflessione dedicato al rapporto tra parola, nominazione e costruzione del sé.
Il celebre linguista presenterà con l’occasione il concorso “Il nome del Secolo”, da un’idea di Andrea Moro ed Elisabetta Sgarbi, in collaborazione con FNM: dall’8 giugno al 30 giugno il pubblico potrà partecipare inviando la propria definizione del secolo appena trascorso, il Novecento, attraverso il sito www.ilnomedelsecolo.it
A seguire, le letture di Sandro Veronesi, Premio Strega 2006 e 2020, che ha da poco pubblicato il volume che raccoglie tutti i suoi racconti “Caducità” (La nave di Teseo), Christian Kracht, Premio Hermann Hesse 2016, in uscita il 12 giugno con il nuovo romando “Air” (La nave di Teseo), e David Szalay, Booker Prize 2025 con “Nella carne” (Adelphi), daranno voce a un itinerario letterario capace di intrecciare sensibilità, geografie e immaginari diversi.
Chiuderà la serata l’intervento musicale di Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti) e Daniele Di Bonaventura (bandoneon), protagonisti di un dialogo musicale di grande intensità che vive di intimismo e di piccole cose che raccontano i grandi colori dell’universo musicale contemporaneo.
L’appuntamento comincia alle ore 21.00. In collaborazione con FNM.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti con prenotazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/desideri-di-nomi-e-di-storie-moro-veronesi-kracht-szalay-fresu-tickets-1987677331405
Andrea Moro
Andrea Moro è professore ordinario di linguistica generale alla Scuola Normale di Pisa e alla IUSS di Pavia. Addottorato a Padova, specializzato all’università di Ginevra, è stato varie volte visiting scientist a Harvard e al MIT come studente Fulbright. Ha scoperto i fenomeni di rottura di simmetria nelle lingue umane, individuato i correlati neurobiologici delle lingue impossibili e aperto la strada per la registrazione del suono del pensiero verbale. È membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia Pontificia di Arti e lettere, dell’Academia Europaea e Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ha pubblicato articoli sulle maggiori riviste scientifiche internazionali, come Nature e Linguistic Inquiry, e saggi tradotti in molte lingue tra i quali: Breve storia del verbo essere, I confini di Babele, Le lingue impossibili, Parlo dunque sono, I segreti delle parole (con Noam Chomsky) e Lucrezio e il pipistrello dagli occhi azzurri. Ha esordito nella narrativa con Il segreto di Pietramala che ha vinto il premio Flaiano, cui ha fatto seguito Cinquantun giorni nel 2024.
Sandro Veronesi
Sandro Veronesi (Firenze, 1959) è laureato in architettura. Ha pubblicato: Per dove parte questo treno allegro (1988), Gli sfiorati (1990), Occhio per occhio. La pena di morte in quattro storie (1992), Venite venite B-52 (1995), Live (1996), La forza del passato (2000, premio Campiello e premio Viareggio-Rèpaci), Ring City (2001), Superalbo (2002), No Man’s Land (2003), Caos calmo (2005, premio Strega, Prix Fémina e Prix Méditerranée), Brucia Troia (2007), XY (2010, premio Superflaiano), Baci scagliati altrove (2012), Viaggi e viaggetti (2013), Terre rare (2014, premio Bagutta), Non dirlo. Il Vangelo di Marco (2015), Un dio ti guarda (2016), Cani d’estate (2018), Il colibrì (2019, con cui ha vinto per la seconda volta il premio Strega e in Francia il Prix du livre étranger 2021 France Inter / Le Point), Comandante (2023, con Edoardo De Angelis), Settembre nero (2024, in corso di traduzione in oltre 15 paesi, per cui ha vinto il premio De Sanctis, premio Lattes Grinzane, premio Grazia Deledda e premio Elba), Caducità (2026). Sandro Veronesi ha collaborato con numerosi quotidiani e riviste letterarie. Attualmente collabora con il “Corriere della Sera”. Ha cinque figli e vive a Roma.
Christian Kracht
Christian Kracht è nato a Saanen, in Svizzera. Ha studiato teoria del cinema negli Stati Uniti e ha collaborato con importanti settimanali come “Der Spiegel”, “The Paris Review” e “Die Zeit”. Nel 1995 ha pubblicato il suo primo romanzo, Faserland. Tra le sue opere di maggior successo figurano 1979 (2001), Ich werde hier sein im Sonnenschein und im Schatten (2008), Imperium (2012) ed Eurotrash (2021). Considerato uno dei più importanti autori in lingua tedesca della sua generazione, nel 2016 ha vinto sia lo Swiss Book Prize sia il Hermann Hesse Literature Prize per I morti. Il suo libro più recente è Air (2026). Le sue opere sono state tradotte in trentacinque lingue.
Christian Kracht was born in Saanen, Switzerland. He studied film theory in the United States and has contributed to major publications such as Der Spiegel, The Paris Review and Die Zeit. In 1995, he published his first novel, Faserland. Among his most successful works are 1979 (2001), Ich werde hier sein im Sonnenschein und im Schatten (2008), Imperium (2012) and Eurotrash (2021). Widely regarded as the great German-language writer of his generation, he won both the Swiss Book Prize and the Hermann Hesse Literature Prize in 2016 for I morti. His most recent book is Air (2026). His books have been translated into thirty-five languages.
David Szalay
David Szalay è l’autore di sei opere di narrativa, tra cui London and the South-East, per cui ha ricevuto il Betty Trask Award e il Geoffrey Faber Memorial Prize, Tutto quello che è un uomo, per il quale ha ottenuto il Gordon Burn Prize e il Plimpton Prize for Fiction ed è stato inserito nella shortlist del Booker Prize, Turbolenza, che ha vinto l’Edge Hill Prize, e Nella carne, che ha vinto il Booker Prize. Nato in Canada, è cresciuto a Londra e ora vive a Vienna. Le sue opere sono state tradotte in quaranta lingue.
Paolo Fresu
La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l’amore per le piccole cose e Parigi. Paolo Fresu è riuscito a fare incontrare l’Italia e la cultura jazz come pochi altri, imponendosi a livello mondiale e arrivando a suonare in ogni continente e con i nomi più importanti della musica degli ultimi 30 anni. Le sue produzioni discografiche hanno ottenuto numerosi premi in Italia e all’estero. Ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dell’Università la Bicocca di Milano e della Berklee School of Music newyorkese. Trombettista onnivoro e creativo, ha registrato quasi 500 dischi a proprio nome o con importanti collaborazioni, tra gli altri con M. Nyman, E. Parker, O. Vanoni, Alice. Oggi, oltre che con la sua storica formazione Paolo Fresu Quintet, è impegnato nel quartetto Devil, con il nuovo trio con Dino Rubino e Marco Bardoscia, e con importanti nomi della new wave jazz italiana nel progetto Heroes, omaggio a David Bowie. Vanta anche numerose collaborazioni internazionali, tra cui il duo con Uri Caine, il trio con Richard Galliano e Jan Lundgren e con molti altri nomi della musica contemporanea. Interessanti sono poi i progetti con alcune stelle del mondo letterario e teatrale italiano (Mariangela Gualtieri, Ascanio Celestini, Lella Costa, Alessandro Bergonzoni), e una nuova serie di piccole ma importanti collaborazioni con la musica “intelligente” delle frange popolari italiane e dell’elettronica.
Daniele Di Bonaventura
Compositore-arrangiatore, pianista-bandoneonista, ha coltivato sin dall’inizio della sua attività un forte interesse per la musica improvvisata pur avendo una formazione musicale di estrazione classica, iniziata a soli 8 anni. Le sue collaborazioni spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music, con incursioni nel mondo del teatro, del cinema e della danza. Ha suonato nei principali festival italiani ed internazionali tra cui: Rumori Mediterranei a Roccella Jonica; Ravenna Jazz, Biennale Arte Venezia 2001; Music Hall Festival e Royal Festival Hall a Londra; Music Hall a Leeuwarden; Berlin Jazz Festival; Festa de la Mercè a Barcellona; Opera House a Il Cairo. Ha suonato e collaborato con numerosi artisti, tra cui Enrico Rava, Paolo Fresu, Uri Caine, Rita Marcotulli, David Liebman, Toots Thieleman, Omar Sosa, Flavio Boltro, Joanne Brackeen, Greg Osby, Ira Coleman, Francesco Guccini, Sergio Cammariere, Lella Costa, Ornella Vanoni, Franco Califano. Nel 2003 per l’Orchestra Filarmonica Marchigiana ha composto, eseguito e registrato la Suite per Bandoneon e Orchestra. Ha pubblicato più di 30 dischi.
ELISABETTA SGARBI
Dopo 25 anni come editor e Direttore Editoriale della casa editrice Bompiani, Elisabetta Sgarbi ha fondato nel novembre 2015, assieme ad altri autori tra cui Umberto Eco, Mario Andreose ed Eugenio Lio, La nave di Teseo Editore, di cui è Direttore Generale e Direttore Editoriale. È inoltre Presidente di Oblomov Edizioni e Direttore Responsabile della rivista “linus”. Ha ideato, e da 27 anni ne è Direttore Artistico, il Festival Internazionale La Milanesiana – Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia Teatro Diritto Economia Sport Fumetto e linus – Festival del Fumetto, che giunge quest’anno alla sua quinta edizione. Dal 1999 dirige e produce i suoi lavori cinematografici, presentati nei più importanti festival internazionali del Cinema. Il suo film più recente è L’isola degli idealisti, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2024, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco, prodotto da BibiFilm e Betty Wrong, con Rai Cinema, distribuito da Fandango. Nel 2020 ha fondato la Betty Wrong Edizioni musicali che ha esordito producendo il doppio album degli Extraliscio È bello perdersi, che include il singolo presentato al 71^ Festival di Sanremo, Bianca Luce Nera. Nel 2022 ha pubblicato insieme a Margutta 86 il singolo “È così” di Luca Barbarossa e Extraliscio, seguito dall’album di Extraliscio Romantic Robot. È Presidente della Fondazione Elisabetta Sgarbi che promuove la lettura, la diffusione della cultura e della conoscenza dell’arte. Per la sua attività culturale ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui l’Ambrogino d’Oro. È membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Paulo Coelho, con sede a Ginevra. È membro, su nomina del Pontefice Francesco I, della Pontificia Accademia delle Arti e delle Scienze.
La Milanesiana, la rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, giunta alla 27esima edizione, attraversa 18 città in tutta Italia con oltre 60 appuntamenti, intrecciando come da sua vocazione, letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, sport e fumetto in un percorso che negli anni ha delineato un’identità unica e sempre contemporanea.
“IL DESIDERIO E LA LEGGE” è il tema di questa 27esima edizione, due forze opposte ma profondamente intrecciate, il cui rapporto si impone come una delle questioni più vive del nostro tempo, un terreno fertile di interrogazione sui confini, morali e territoriali, l’autodisciplina, la libertà e la responsabilità.
La Rosa dipinta da Franco Battiato, che fin dalla prima edizione è il simbolo de La Milanesiana, è stata rielaborata da Franco Achilli per rappresentare l’intreccio tra Desiderio e Legge: il fiore e il suo profumo evocano attrazione, movimento e immaginazione, mentre le spine e la struttura cristallizzata richiamano il limite, la norma e il rischio. Non c’è opposizione tra i due poli, perché è proprio la Legge a dare forma al Desiderio, rendendolo percepibile, intenso e significativo.
L’edizione è dedicata a Daniela Benelli e Dario Salvetti, scomparsi nel 2025, due persone che hanno visto nascere La Milanesiana e l’hanno amata e arricchita con il loro lavoro e la loro passione, e a Giorgio Gosetti, direttore del Noir in Festival e amico de La Milanesiana.
Con il suo sguardo libero, trasversale e sempre in movimento, La Milanesiana rinnova la propria vocazione a leggere il presente attraverso la forza delle idee, delle arti e della parola, continuando a rappresentare un laboratorio culturale vivo, originale e in costante evoluzione. Il programma è disponibile sul sito ufficiale.
La Milanesiana è organizzata da Fondazione Elisabetta Sgarbi e Imarts International Music and Arts, con il Patrocinio del Comune di Milano e di Regione Lombardia.
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