In Lombardia “mancano circa 2.500-3.000 infermieri”. È questo il dato comunicato dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che a margine del Consiglio regionale straordinario convocato sul tema della carenza di personale infermieristico, è tornato a parlare degli accordi che la Regione ha fatto con alcuni Paesi esteri per far fronte alla carenza di personale sanitario:
“Abbiamo fatto un accordo con alcuni Paesi stranieri per poter compensare questo gap avendo la possibilità di avvalerci di questi infermieri stranieri – ha ricordato -. Abbiamo firmato un accordo con l’Uzbekistan, oggi apriamo un ufficio a Tashkent, la capitale di quel Paese con un nostro esperto perché insieme all’autorità locali possa collaborare nella identificazione delle figure professionali migliori, insegnare loro l’italiano bene, fare un corso di aggiornamento professionale nelle materie infermieristiche ovviamente più approfondito e poi farli venire a lavorare da noi.
I primi 150 dovrebbero arrivare nell’arco di quest’anno. Nell’arco dei prossimi anni sicuramente riusciremo ad aumentare questo numero e quindi a colmare un po’ questo deficit”. Bertolaso ha poi chiarito: “noi, lo voglio dire forte e chiaro, contiamo innanzitutto sugli infermieri italiani e vogliamo offrire loro tutte le possibilità per accedere a questa professione che è comunque molto bella anche se è molto impegnativa e poi per crescere e per avere soddisfazione nel loro lavoro e usare la problematica degli stranieri come riserva per poter intervenire laddove abbiamo dei problemi”.
Rispetto al dato di 3.000 infermieri che ogni anno lasciano la Lombardia, l’assessore ha precisato che in realtà “il deficit è minimo, in quanto ogni anno ne entrano 2995″. La maggior parte degli infermieri che lasciano il sistema sanitario regionale “va a lavorare nel privato o all’estero”.
La Lombardia sconta inoltre anche la vicinanza con la Svizzera che offre stipendi più alti. “Questo è un altro problema che adesso stiamo cercando di fronteggiare grazie a una norma che è stata messa in finanziaria che ci permette di incentivare di parecchio quelli che sono gli stipendi nelle province che confinano con la Svizzera – ha ricordato -. Il contratto collettivo nazionale lo abbiamo applicato e quindi aumentiamo di 300-400 euro al mese gli emolumento per il personale infermieristico”. #gil
Negli ultimi 15 anni nessun governo, diciamolo forte e chiaro, si è occupato degli stipendi degli infermieri. Durante il Covid tutti dicevano che gli infermieri erano degli eroi e allora perché non hanno pensato ad raddoppiare lo stipendio durante il Covid? Non l’ha fatto nessuno. Da questo punto di vista credo che nessuno si possa sottrarre alle responsabilità politiche di quella che è la situazione attuale degli infermieri in Italia”.
Lo ha affermato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, a margine della seduta straordinaria del Consiglio regionale, convocata sulla carenza del personale infermieristico. “Quando ho avuto il grande privilegio di diventare assessore, la prima cosa che ho detto è che gli infermieri prendono stipendi da fame, che fanno un lavoro straordinario e che non vengono adeguatamente ricompensati per quelli che sono i sacrifici che loro ogni giorno sostengono”, ha ricordato Bertolaso.
“Noi ovviamente cerchiamo di affrontare il problema incentivando con un housing, quindi cercando di trovare alloggi per il personale, cercando di mettere a disposizione gli asili nido per il personale, soprattutto perché sappiamo che l’85% dei nostri infermieri sono donne”. L’assessore ha quindi concluso: “Io a questo Governo di richieste ne faccio poche, ho chiesto di darci una mano riformando la medicina del territorio e di darci una mano sugli infermieri. Vediamo quali sono le risposte che avremo”.
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