Milano, Premio Rosa Camuna 2026: la Lombardia premia i suoi eroi quotidiani

Lombardia

Il Premio Rosa Camuna, il riconoscimento più alto che la Regione Lombardia conferisce ogni anno in occasione della Festa della Lombardia, racconta l’Italia reale. Sono stati assegnati 5 premi Rosa Camuna10 menzioni del Consiglio regionale e 20 riconoscimenti del presidente Fontana – tra premi speciali, tematici e menzioni – oltre a due riconoscimenti speciali per le testate giornalistiche. In totale, trentacinque storie di persone e organizzazioni che hanno trasformato impegno in esempio.

Presenti alla cerimonia il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani, il Presidente della Regione Attilio Fontana e il Presidente del Senato Ignazio La Russa.

Federico Romani: “La Lombardia che costruisce il proprio futuro”
Il Presidente Romani ha aperto la cerimonia con una dichiarazione che va oltre la retorica celebrativa: “Il premio Rosa Camuna non è solo un riconoscimento al valore delle persone premiate, ma è anche un simbolo di quella Lombardia capace di costruire ogni giorno il proprio futuro con impegno, lavoro, dedizione, saper fare e solidarietà. Grazie a tutte le donne e gli uomini che hanno saputo distinguersi e che oggi vengono insigniti di questo riconoscimento, perché hanno saputo trasformare idee in azioni, senso di responsabilità in esempio, valorizzando la nostra regione non solo in Italia ma anche nel mondo“.
Ha poi aggiunto una nota di contesto significativa: la cerimonia cade alla vigilia dell’80° anniversario del suffragio universale, e Romani ha voluto dedicare un pensiero “alle donne lombarde che in questi anni hanno servito le istituzioni ad ogni livello e che oggi sono protagoniste della vita sociale della nostra regione“.

I cinque Premi Rosa Camuna: le storie

Il Consiglio regionale ha ricevuto 220 candidature, valutate dall’Ufficio di Presidenza insieme ai Presidenti dei Gruppi consiliari. Cinque i premiati.
Chiara Mocchi (Bergamo) è la storia più densa di significato civile. Insegnante aggredita da uno studente, ha scelto il perdono invece della denuncia, trasformando un episodio di violenza in un’occasione pubblica di riflessione sulla funzione educativa della scuola. Il riconoscimento la premia “per lo straordinario esempio di umanità, responsabilità educativa e forza morale» e per aver «offerto una lezione che va oltre l’insegnamento disciplinare“.

Stefano Simonetta (Milano) – Ha lavorato all’Università degli Studi di Milano per rendere concreto il diritto allo studio: ha coordinato i progetti Iupals, ampliato le borse di studio per studenti fragili, e promosso, tra le altre cose, un progetto universitario in carcere. La motivazione sottolinea come la sua dedizione abbia reso “concreto e universale il diritto allo studio“.
Gian Marco Moratti (Milano, alla memoria) – Riceve il premio postumo per il sostegno discreto e costante alla comunità di San Patrignano, il modello di recupero dalla tossicodipendenza fondato da Vincenzo Muccioli e cresciuto con il contributo determinante della famiglia Moratti. Il riconoscimento parla di “visione, generosità e profonda umanità» e di «migliaia di storie di vita restituite alla dignità e alla speranza“.

Ragazzi On The Road Aps (Bergamo) – È un’associazione che ha costruito una rete tra istituzioni, scuole e forze dell’ordine per la promozione della legalità e la prevenzione del disagio giovanile, un modello “replicato anche a livello nazionale“, segnala la motivazione.

Danilo Guerini Rocco (Milano) – Chiude i cinque premi con un profilo che unisce diritto e cultura: fondatore dell’Università della Terza Età, ha elaborato con la Fondazione De Iure Publico una proposta di legge sulla cittadinanza umanitaria. Un esempio di come l’impegno civile possa attraversare decenni e discipline diverse.
Le dieci menzioni del Consiglio regionale: dal primo hospice pubblico d’Italia all’Atalanta for Special
Le menzioni del Consiglio regionale coprono un arco geografico e tematico ampio.
Kika Mamoli e Arnaldo Minetti (Bergamo, alla memoria) – Ricevono forse il riconoscimento più commovente della giornata: sono stati i promotori del primo hospice pubblico in Italia, trasformando un’intuizione umana in un sistema di cura “che unisce umanità, competenza e solidarietà, divenuto punto di riferimento per il territorio e per l’intero Paese”.
Gianmario Lesmo (Bergamo) – È l’allenatore ideatore di “Atalanta for Special“, progetto che ha permesso a ragazzi con disabilità di “vestire con orgoglio la maglia nerazzurra” in un contesto di partecipazione autentica. La motivazione parla di “sport come strumento di integrazione e di cambiamento sociale”.

L’Associazione “Amici di Claudio” (Sondrio) – Ha trasformato il dolore per una perdita in azione concreta: il progetto “Acque Sicure” ha reso più protette le rive del Lago di Como attraverso campagne di sicurezza e volontariato. Un esempio di come la memoria possa diventare servizio agli altri.

Casa Testori (Milano) – Ha restituito vita alla casa del drammaturgo e critico Giovanni Testori, trasformandola in un centro culturale aperto alla ricerca e ai giovani artisti: “un presidio culturale dinamico e inclusivo, capace di coniugare memoria e innovazione”.

Completano le menzioni: Giovanni “Nanni” Rossi (Mantova), che ha trasformato un piccolo borgo in un centro di eccellenza culturale; Marco Cariboni (Lecco), guida della Società Canottieri Lecco da decenni; la Monza Marathon Team Asd (Monza e Brianza), per l’associazionismo sportivo solidale; l’Associazione Giovani Idee (Bergamo), per i progetti europei dedicati ai giovani; YouSport Asd Aps (Milano), per l’inclusione attraverso lo sport; Il Melograno (Milano), per i servizi alle persone fragili dal 1999.

I premi speciali del Presidente: Silvio Garattini e Nicoletta Manni

Il presidente Attilio Fontana ha attribuito due premi speciali che toccano ambiti distanti ma ugualmente significativi.
Silvio Garattini (Bergamo) – Fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, uno dei centri di ricerca indipendente più rispettati d’Europa, riceve il riconoscimento per “l’eccezionale contributo offerto alla ricerca scientifica, alla medicina e alla tutela della salute pubblica”. A 97 anni, Silvio Garattini continua a rappresentare una voce critica e indipendente nella farmacologia italiana.
Nicoletta Manni (Milano) – È étoile del Teatro alla Scala, “una delle più alte espressioni della danza a livello internazionale”. La motivazione sottolinea “il talento straordinario, la dedizione e l’eleganza interpretativa» e la capacità di «ispirare le nuove generazioni”.

I premi tematici: da Gerry Scotti a Dino Meneghin, da Beccalossi alla fotografia di Giorgio Lotti

La sezione dei premi tematici del presidente è quella che concentra i nomi più noti al grande pubblico.
Gerry Scotti (Pavia) – Riceve il Premio “Visioni Contemporanee” per lo Spettacolo per “una delle carriere artistiche più longeve e riconosciute del panorama televisivo italiano”, con la nota che “spesso ha messo il suo successo al servizio delle istituzioni e della collettività sostenendo iniziative di rilevanza sociale e scientifica”.
Sveva Casati Modignani (Milano) – Pseudonimo utilizzato dalla scrittrice Bice Cairati. Riceve il Premio “Stile e Narrazione” per una carriera letteraria che l’ha resa “una delle scrittrici italiane più lette e amate dal grande pubblico“, tradotta in numerosi Paesi.

Evaristo Beccalossi (Brescia, alla memoria) – È uno dei riconoscimenti più toccanti della sezione sportiva: fantasista dell’Inter negli anni d’oro della Serie A, “interprete raffinato del gioco e simbolo di creatività e lealtà sportiva“. La sua figurina Panini, citata nella motivazione come “iconica e leggendaria“, è entrata nella memoria collettiva di intere generazioni.
Dino Meneghin (Milano/Varese) – Riceve il Premio “Energia in Movimento” per essere stato “il più grande cestista italiano di sempre”: membro della Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, della FIBA Hall of Fame e dell’Italia Basket Hall of Fame, fu il primo italiano scelto dalla NBA. Una carriera costruita tra Olimpia Milano e Pallacanestro Varese.

Giorgio Lotti (Milano) – Premio “Sguardi d’Autore” per l’Arte Fotografica. È una delle figure più importanti del fotogiornalismo italiano del secondo Novecento: ha documentato le trasformazioni del paese dal dopoguerra, fotografato politici e attori, e realizzato gli scatti dietro le quinte del Teatro alla Scala diventati patrimonio della memoria collettiva.
Completano i premi tematici: Matteo Sordo e Marco Bonometti per l’eccellenza imprenditoriale, Saverio Gaboardi e Alessandro Azzi per lo sviluppo territoriale, Vincenzo Cimino per il welfare sanitario.

Due testate giornalistiche: il Corriere a 150 anni, Il Giorno a 70

La cerimonia si chiude con due riconoscimenti alle testate giornalistiche. Il Corriere della Sera celebra i 150 anni dalla fondazione: “autorevole testimone e protagonista della vita del Paese, voce libera e responsabile dell’informazione italiana». Il Giorno festeggia i 70 anni come quotidiano: “capace di raccontare con serietà e acume la vita delle comunità lombarde”.
Fontana: “La festa di una grande comunità”

Il presidente Attilio Fontana ha chiuso la cerimonia con una sintesi che riduce il Premio Rosa Camuna alla sua essenza più autentica: “Quella che celebriamo oggi è la festa di una grande comunità, di chi condivide valori molto precisi, legati alla dedizione al lavoro, alla solidarietà, alla partecipazione civile. È la festa di chi abita la nostra regione e sa affrontare le difficoltà con determinazione. Attraverso l’assegnazione del premio Rosa Camuna abbiamo voluto dare un riconoscimento a quelle persone, alcune celebri altre meno note, che sono accomunate da questi valori”.
Trentacinque storie. Una regione che, almeno una volta all’anno, si ferma a guardarle.

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