Venerdì 29 maggio mobilitazione di 24 ore del sindacato Cub: metropolitane e linee di superficie regolari solo in due finestre della giornata.
Venerdì 29 maggio i cittadini milanesi e i pendolari dovranno fare i conti con un nuovo sciopero dei trasporti. Per 24 ore saranno a rischio le linee della metropolitana, dei bus e dei tram a causa di una protesta nazionale proclamata dal sindacato Cub (Confederazione unitaria di base).
L’agitazione del personale Atm
La mobilitazione, già inserita nel calendario del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, è stata confermata sia dagli organizzatori sia da Atm. Oltre al Cub, alla protesta aderiranno altre sigle sindacali di base. Trattandosi di uno sciopero generale nazionale, a Milano i disagi potrebbero estendersi anche al settore ferroviario.
Gli orari e le fasce di garanzia
Come di consueto, il servizio sarà garantito soltanto durante alcune specifiche fasce orarie. Atm ha comunicato che l’agitazione del personale viaggiante rispetterà i seguenti orari:
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Servizio regolare: da inizio servizio fino alle 8:45 e dalle 15:00 alle 18:00.
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Servizio a rischio: dalle 8:45 alle 15:00 e dalle 18:00 fino al termine del servizio.
Le motivazioni della protesta
L’azienda di Foro Buonaparte ha riassunto in una nota le principali ragioni alla base dello sciopero. I lavoratori incroceranno le braccia per manifestare su diversi temi sociali, economici e politici:
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Economia e lavoro: contrasto allo sfruttamento e alla precarietà, insieme alla richiesta di un adeguamento delle retribuzioni sia nel settore pubblico sia in quello privato.
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Geopolitica e spese militari: opposizione ai conflitti armati, all’aumento delle spese militari, al genocidio in Palestina e alla fornitura di armi a Israele.
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Politiche sociali e sicurezza: critica alla mancanza di interventi sull’emergenza abitativa e contrarietà alle misure restrittive introdotte dai recenti decreti sicurezza (tra cui il decreto legge 23/2026).
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Diritti sindacali e sicurezza sul lavoro: protesta contro le limitazioni al diritto di sciopero introdotte dalla Commissione di garanzia, richiesta di tutele nella transizione industriale e interventi concreti contro le morti sul lavoro.
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