Il Consiglio comunale ha approvato quasi all’unanimità la proposta della maggioranza per promuovere il dialogo globale partendo dalle città.
Milano si candida a diventare capitale della pace, mettendosi sulle orme di Giorgio La Pira. Nei giorni scorsi Palazzo Marino ha approvato la proposta di indire una Conferenza internazionale dei sindaci sulla pace. L’iniziativa si ispira idealmente al Convegno mondiale dei sindaci per la pace, organizzato a Firenze nel 1955 dal celebre primo cittadino toscano Giorgio La Pira, oggi Venerabile Servo di Dio per la Chiesa.
Si tratta di un voto di grande portata che tuttavia non ha ricevuto il risalto mediatico meritato, oscurato da altre vicende più controverse come il dibattito sul gemellaggio con Tel Aviv. Il Consiglio comunale ha espresso un consenso pressoché unanime, registrando solo tre astensioni: la proposta, sottoscritta da tutti i partiti di maggioranza, ha trovato il sostegno convinto anche di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Un esempio virtuoso di politica capace di abbattere gli steccati ideologici di fronte a valori universali, unendo gli schieramenti attorno a un impegno civile e morale volto a costruire ponti e offrire spazi di riconciliazione.
Non un’operazione di facciata, ma un’iniziativa vera, efficace e ambiziosa
Il sindaco Sala ha accolto molto favorevolmente l’indirizzo politico espresso dal Consiglio comunale, definendolo coerente con i valori storici di Milano, una città da sempre aperta all’accoglienza e al confronto. Sala ha ribadito che il percorso verso la pace richiede un impegno quotidiano e concreto, basato sulla necessità di mantenere aperti i canali di comunicazione anche con realtà e istituzioni che non condividono gli stessi principi.
Ha inoltre evidenziato come questa iniziativa rappresenti per Milano un’importante opportunità di proiezione internazionale, capace di valorizzare la metropoli non solo per i grandi eventi economici o sportivi, ma come vero e proprio soggetto di diplomazia globale. Rifiutando l’idea di una semplice operazione di facciata, il sindaco ha auspicato l’organizzazione di un appuntamento ambizioso ed efficace, offrendo la propria totale disponibilità a collaborare con il Consiglio per tradurre questo progetto in azioni concrete.
Osculati: «Le città possono svolgere un ruolo decisivo»
Secondo Roberta Osculati, vicepresidente del Consiglio comunale, le città possono svolgere un ruolo decisivo: «Sono i luoghi nei quali le tensioni globali si riflettono concretamente nella vita quotidiana delle persone, ma sono anche gli spazi in cui si sperimentano convivenza, solidarietà, accoglienza e partecipazione. Le città custodiscono relazioni umane, reti culturali, esperienze associative, università, comunità religiose e civiche che, insieme, costituiscono un patrimonio prezioso per promuovere una cultura della pace e della cooperazione internazionale». Richiamando l’insegnamento di La Pira, ha poi ricordato che «la pace non nasce esclusivamente dai tavoli diplomatici tra Stati, ma si costruisce anche attraverso il coraggio di creare spazi di confronto, persino quando il contesto internazionale sembra andare nella direzione opposta».
Acli milanesi: «Dalle realtà locali un contributo concreto alla costruzione della pace»
L’iniziativa ha riscosso un forte sostegno anche da parte della società civile. In una nota ufficiale, le Acli milanesi hanno espresso grande soddisfazione: «Le Acli milanesi salutano con favore la mozione del Consiglio comunale. Siamo convinti infatti che la strada da seguire sia sempre quella del dialogo e del tentativo di reciproca comprensione e che questo possa accadere anche dal basso, da coloro che hanno la responsabilità prima dell’amministrazione dei territori e che meglio conoscono i bisogni delle persone che sono chiamati ad amministrare». L’associazione ha inoltre confermato la propria disponibilità a collaborare al progetto, mettendo a disposizione il proprio bagaglio di esperienze: «Un impegno costruito attraverso iniziative territoriali, percorsi di partecipazione civica e promozione del dialogo tra comunità diverse, nella convinzione che anche dalle realtà locali possa nascere un contributo concreto alla costruzione della pace».
Cgil, Cisl e Uil: «Pronti a fare la nostra parte»
Anche i sindacati confederali si sono dichiarati pronti a scendere in campo a supporto del percorso avviato. «Cgil, Cisl e Uil di Milano sostengono con convinzione questa iniziativa e sin da ora si mettono a disposizione, come lo stesso ordine del giorno chiede di fare a società civile e associazioni, per la buona riuscita»
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