Spostamento Tunnel Patroclo: il Comune di Milano chiede modifiche a Milan e Inter

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La Direzione Mobilità del Comune di Milano ha chiarito che il via libera al piano di spostamento del tunnel di via Patroclo sarà subordinato a sostanziali modifiche del progetto presentato da Milan e Inter. Attraverso una nota ufficiale, l’amministrazione ha ribadito che le criticità emerse durante la Conferenza dei Servizi Preliminare sono vincolanti per l’ottenimento del parere definitivo nelle fasi successive della progettazione.

Il nodo principale riguarda la viabilità della zona. Secondo i tecnici di Palazzo Marino, l’attuale proposta dei club trasformerebbe via Patroclo in un imbuto, facendola convergere interamente sulla rotatoria prevista davanti al nuovo stadio. Questo assetto costringerebbe i flussi di traffico di semplice attraversamento e quelli diretti alle nuove strutture commerciali e sportive a convogliare in un unico punto, creando un concreto rischio di paralisi stradale. La Direzione Mobilità suggerisce invece di mantenere separati i flussi, preservando l’attuale funzione di collegamento rapido della via.

Oltre ai problemi legati alle auto, il parere tecnico evidenzia un’insufficienza degli spazi destinati ai pedoni, richiedendo documentazione integrativa e analisi più approfondite. Le preoccupazioni nascono anche dalla scelta dei club di convertire parte delle corsie del tunnel in accessi ai parcheggi interrati, una soluzione che appare poco sostenibile per la tenuta complessiva del traffico locale.

Nonostante queste prescrizioni, il Comune ha espresso un parere favorevole ma strettamente condizionato. Gli uffici tecnici hanno spiegato che, trattandosi di una fase preliminare basata sulla Legge Stadi, tale modalità serve a tracciare la rotta corretta per lo sviluppo del progetto definitivo. Milan e Inter sono state dunque avvisate: senza il recepimento delle indicazioni su sicurezza, sosta e trasporto pubblico, l’opera non riceverà l’assenso finale. L’obiettivo dell’Amministrazione rimane quello di garantire che la costruzione del nuovo impianto non pregiudichi la vivibilità e l’efficienza infrastrutturale del quartiere.

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