“Sono molto contento: siamo arrivati alla trentesima edizione con sempre un crescendo e la location è cambiata, è diversa, è fatta in un modo che, ancora di più, se possibile valorizza le opere”.

Così Francesco Conci, amministratore delegato di Fiera Milano, in occasione dell’apertura al pubblico di miart, in calendario fino a domenica all’Allianz Mico. Conci ha evidenziato come “pur essendo un segmento merceologico un po’ anomalo rispetto all’attività caratteristica di Fiera, questa manifestazione riafferma esattamente quello che noi crediamo sia il grande valore del nostro lavoro: portare avanti quelli che sono i valori determinati della cultura per fare la nostra parte rispetto a un panorama oggi che è prioritariamente di business”. “Quello dell’arte contemporanea – ha affermato – è un settore sempre in crescita: sale di due punti percentuali ogni anno e dà occupazione a un milione e mezzo di persone, quindi è un sistema valoriale che si innesta anche in un meccanismo di business che genera valore e anche business ulteriore”.
Nicola Ricciardi, direttore artistico di MiArt ha presentato l’allestimento della fiera: “Abbiamo deciso quest’anno di fare le cose in grande, sia per celebrare la nostra storia, sia per provare qualcosa di nuovo – ha affermato -. Ci siamo fatti ispirare dal Jazz nel centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane per uscire anche un po’ dallo schema. Abbiamo cambiato location, organizzato la fiera su tre piani, ridotto il numero di gallerie ma abbiamo fatto

entrare nuovi linguaggi come le immagini in movimento, ovvero i film d’artista. miart è l’occasione per tutti di vedere oltre mille opere, che coprono più di cent’anni di storia, sotto lo stesso tetto”, ha affermato. Il titolo di questa edizione ‘New Directions’, al plurale, è strettamente legato all’arte “che non segue mai una direzione. Vogliamo coprire – ha spiegato il direttore artistico – quante più strade possibili per capire insieme ai nostri visitatori quale sia la più interessante da percorrere”.
Ricciardi ha poi parlato della dimensione “sempre più internazionale di miart”: “Quest’anno abbiamo una ventina di nuove gallerie che vengono da Johannesburg, da Città del Messico, dall’Asia. La cosa bella di miart è che rappresenta 24 paesi e praticamente tutti i continenti. È un viaggio intorno al mondo anche per percepire i cambiamenti che sono in atto nella storia dell’arte, con opere più politiche o più astratte”. “Milano – ha proseguito – è una città sempre più internazionale, che si sta costruendo un profilo di capitale culturale italiana, in dialogo con città come Parigi e Londra”. miart però, ha sottolineato Ricciardi, punta “anche soprattutto a dare risalto alle nostre realtà italiane, che rappresentano comunque il 60% della nostra piattaforma: per noi questa è un’opportunità di far vedere il bello dell’Italia”.
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