Nel Cremonese si torna a parlare di nutrie, ma questa volta il dibattito non riguarda solo i danni alle infrastrutture idriche. A scatenare la discussione è stato il pranzo domenicale di Michel Marchi, sindaco di Gerre de’ Caprioli, che ha cucinato nutria arrosto e al ragù, documentando il tutto con un video sui social. Il gesto ha riacceso una polemica mai sopita: l’idea di trasformare un problema ambientale in una risorsa gastronomica.
Un pranzo “nutrie-nte”
Domenica 15 marzo, Marchi ha condiviso su Facebook le fasi della preparazione, mostrando vassoi di carne pronta per la cottura. Con un pizzico di ironia, ha definito la giornata “nutrie-nte”, richiamando una proposta che aveva già lanciato nel 2018. Per il primo cittadino non si tratta di una semplice goliardata, ma di un modo per riportare l’attenzione su un’emergenza territoriale che fatica a trovare soluzioni definitive.
Tra indignazione e difesa
Il web si è immediatamente spaccato. Da un lato, molti utenti hanno espresso disgusto e indignazione, paragonando la nutria ai ratti e sollevando dubbi sulla sicurezza igienica del consumo di tale carne. Dall’altro, i sostenitori della scelta di Marchi sottolineano come il pregiudizio sia puramente culturale: essendo un animale erbivoro, la sua carne sarebbe paragonabile a quella del coniglio. Alcuni vedono nel consumo alimentare una strategia pratica per contenere una popolazione ormai fuori controllo.
Un’emergenza fuori controllo in Lombardia
Al di là della provocazione culinaria, resta il nodo della gestione della specie. La Regione Lombardia ha disposto l’eradicazione delle nutrie, ma secondo Marchi mancano ancora modalità operative chiare e fondi sufficienti. Attualmente, il contenimento è affidato quasi esclusivamente a cacciatori volontari, uno sforzo che appare insufficiente di fronte alla velocità con cui questi animali si riproducono, specialmente con l’arrivo della primavera.
I danni al territorio
Il problema principale non è solo la presenza numerica, ma l’impatto strutturale. Le nutrie scavano profonde gallerie negli argini, compromettendo la tenuta dei corsi d’acqua. Ripristinare la sicurezza delle sponde richiede interventi ingegneristici costosi, come l’installazione di reti e opere di consolidamento. Sebbene gli animalisti propongano la sterilizzazione come alternativa all’abbattimento, il sindaco ribadisce che, senza finanziamenti mirati, tale strada rimane impraticabile.
Dalla tavola ai ristoranti
L’idea di Marchi non è isolata: anche in Veneto è stata recentemente avanzata la proposta di autorizzare la somministrazione di carne di nutria nei ristoranti. “Capisco chi non mangia carne per scelta etica,” conclude il sindaco, “ma trovo incoerente chi consuma abitualmente maiale o coniglio e prova ribrezzo per la nutria, che non presenta rischi sanitari particolari se trattata correttamente.”
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