Olimpiadi invernali: finita la corsa contro il tempo, ora la fase più silenziosa dei cantieri olimpici

Lombardia

98 opere, 3,5 miliardi di investimenti infrastrutturali e un perimetro organizzativo stimato in circa 2 miliardi: dopo l’inaugurazione, la gestione operativa resta decisiva

Per mesi il racconto pubblico di Milano-Cortina si è concentrato su una parola: cantieri. Un tema inevitabile, considerando i dati del Piano delle opere legate ai Giochi conta 98 interventi, 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto, per un valore economico complessivo di 3,5 miliardi di euro.

Accanto al capitolo infrastrutturale, secondo la documentazione parlamentare, il valore complessivo legato all’organizzazione dei Giochi è stato stimato in circa 2 miliardi di euro, con una componente Paralimpica quantificata in 248 milioni e ulteriori risorse per esigenze logistiche che portano lo stanziamento complessivo di circa 328 milioni.

Numeri che fotografano non solo un grande evento sportivo, ma un vero progetto di sistema: investimenti pubblici e privati, opere diffuse su più territori, coordinamento tra istituzioni, imprese e organizzazione internazionale.

Dopo l’hype, la fase meno visibile

Se nelle settimane precedenti ai Giochi l’attenzione mediatica si è concentrata sul rispetto delle scadenze e sull’avanzamento dei lavori, oggi si apre una fase meno raccontata ma altrettanto delicata: quella della gestione dei cantieri ancora attivi e delle strutture temporanee da disallestire.

Nei siti olimpici il lavoro non si interrompe con l’inizio delle competizioni. Proseguono attività tecniche, movimentazione di materiali, accessi di operatori e fornitori, operazioni di riconfigurazione degli spazi. È una fase di transizione, in cui l’attenzione pubblica tende a diminuire, ma la complessità operativa resta elevata.

“La percezione comune è che il momento più critico sia durante l’evento, quando l’attenzione è massima,” spiega Giuseppe Nesca, founder di Vigil Pro Security, realtà specializzata in vigilanza non armata che ha operato nella fase di cantieristica in diversi siti legati ai Giochi. “In realtà anche la fase successiva, quella dello smontaggio, richiede lo stesso livello di presidio. I materiali restano esposti, le strutture vengono progressivamente disallestite e l’attenzione pubblica cala. È proprio in questi momenti che la gestione deve restare rigorosa.”

 

Cantieri frammentati, gestione coordinata: l’esperienza nei siti olimpici

Durante la preparazione dei Giochi, Vigil Pro Security ha operato nella fase di cantieristica in più sedi legate all’evento, tra Tesero (Trentino), Milano San Siro e Verona.

Nel corso dell’attività sono stati impiegati 30 operatori complessivi, impegnati per cinque mesi di presidio continuativo, dall’avvio delle fasi più intense di allestimento fino allo smontaggio successivo alle competizioni. La copertura è stata garantita H24, con turnazioni diurne e notturne, in un contesto operativo che non conosce pause e in cui la variabilità dei flussi richiede attenzione costante.

Sono stati monitorati 15 accessi tra varchi principali, ingressi tecnici e aree logistiche, mentre tre siti sono stati gestiti contemporaneamente in tre regioni diverse. Un’attività che, pur lontana dai riflettori, ha richiesto coordinamento tra territori, dialogo continuo con imprese e fornitori e una pianificazione puntuale delle risorse in spazi in continua trasformazione.

La fase di smontaggio, in particolare, rappresenta uno dei momenti più sensibili dell’intero ciclo olimpico. Le strutture temporanee vengono progressivamente disallestite, i materiali restano esposti, le aree cambiano configurazione giorno dopo giorno. È una fase meno esposta rispetto all’inaugurazione o al calendario delle gare, ma non per questo meno decisiva.

Oltre l’inaugurazione, la prova della governance

 

Sommando il piano opere, Milano-Cortina rappresenta un banco di prova per la capacità del sistema Paese di gestire un evento complesso lungo tutto il suo ciclo di vita.

Se la corsa contro il tempo ha caratterizzato la fase precedente all’apertura, la solidità dell’investimento si misura ora nella continuità operativa: nella capacità di coordinare territori diversi, chiudere correttamente le fasi di cantiere, disallestire le strutture temporanee e garantire controllo e presidio anche quando l’attenzione mediatica si sposta altrove.

Nei grandi eventi internazionali il successo non coincide soltanto con l’inaugurazione o con il calendario delle gare, ma con la gestione ordinata del dopo. È in questa fase meno visibile che si consolida la credibilità organizzativa di un Paese.

Vigil Pro Security

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