Con la sentenza n. 1161/2026, la Suprema Corte ha affrontato il caso di una lavoratrice licenziata per giustificato motivo soggettivo a causa di un rendimento ritenuto insufficiente. Il dato interessante è che tale insufficienza era collegata a una serie di assenze per malattia che, secondo i giudici di merito, risultavano in parte simulate.
La Cassazione ha ricordato un principio ormai consolidato: lo scarso rendimento può giustificare la risoluzione del rapporto di lavoro solo quando ricorrono due elementi. Da un lato deve emergere un rendimento effettivamente inferiore rispetto allo standard normalmente esigibile; dall’altro tale situazione deve essere imputabile al lavoratore, cioè derivare da un comportamento colpevole.
In linea generale, le assenze per malattia non possono essere utilizzate per dimostrare lo scarso rendimento, perché la malattia è normalmente un evento non imputabile al dipendente. Il quadro cambia però radicalmente quando la malattia viene simulata: in questo caso l’assenza diventa un comportamento imputabile al lavoratore e può incidere sul rendimento complessivo della prestazione.
Nel caso esaminato, i giudici di merito avevano accertato – anche attraverso presunzioni – che diverse assenze erano collocate sistematicamente a ridosso di ferie o riposi e che il rendimento della lavoratrice risultava inferiore rispetto a quello dei colleghi con mansioni analoghe. Su questa base il licenziamento è stato ritenuto legittimo.
La Cassazione ha quindi confermato la decisione, ricordando anche un altro punto fondamentale: la valutazione delle prove e l’accertamento dei fatti spettano ai giudici di merito e non possono essere rivalutati nel giudizio di legittimità.
La sentenza conferma dunque un equilibrio importante:
la tutela della malattia resta piena, ma l’abuso dello strumento della malattia può trasformarsi in un inadempimento disciplinare idoneo a incidere sul vincolo fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro.
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Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.