Il regista Ivan Brusa torna su Prime Video con Vi possiamo salvare 2, sequel del suo film del 2024 e nuovo capitolo di una saga indipendente che mescola azione, ironia e
riflessione sociale. Un progetto che conferma la volontà di Brusa di portare avanti un cinema libero, artigianale e fuori dagli schemi. Siamo nel 2032: quattro anni dopo la fuga dalla struttura di recupero della Brainwash, Julian e Arianna vivono come ricercati e combattono un governo che ha trasformato il Paese in una dittatura mascherata da democrazia. A qualche mese dall’uscita del film, incontro il regista per approfondire temi, personaggi e visione.
Una trama intricata e ricca di colpi di scena. Cosa ci possiamo aspettare da questa nuova pellicola?
In VIPOSSIAMO SALVARE 2 troverete un Paese allo sbando, dominato dalla spietata presidentessa Giovinazzi, che ha instaurato una dittatura pur presentandosi come una leader corretta e amata sui social. Il suo obiettivo è indottrinare la popolazione, mantenendola appena sopra la soglia di povertà. Ma non agisce da sola: dietro le quinte c’è Enea Toccacieli, zio della dottoressa Lombardi, che muove i fili del potere. Julian e Arianna, insieme all’hacker Marcello Cosser, sono gli unici a vedere la realtà per ciò che è. Forti della consapevolezza acquisita nel primo film, decidono di combattere il sistema per smascherarlo e distruggerlo. Il tutto è raccontato con la mia solita miscela di azione, pulp, grottesco e ironia.
In questo sequel approfondisci la psicologia dei personaggi. Come si costruiscono figure così diverse e complesse?
Creare i personaggi di un film non è mai semplice: serve inventiva, osservazione e un po’ di realtà. Spesso prendo spunto da persone vere e poi aggiungo qualcosa di mio. È un processo affascinante, sia in fase di scrittura, sia quando gli attori danno vita ai personaggi. In quel momento tutta la fatica viene ripagata.
Il film solleva una domanda importante: “Possiamo essere salvati?”. Se Julian e Arianna sono gli eroi dell’action movie, quali potrebbero essere, nella realtà, gli eroi contemporanei?
Julian e Arianna sono persone ideali come, secondo me, non ce ne sono quasi più. Come tutti gli esseri umani hanno i loro difetti: non ho voluto delineare degli stereotipi, degli “action heroes” in stile americano, perfetti e finti. Loro sono persone reali come tutti noi, ma hanno un’anima e un cuore puro, caratteristiche sempre più rare da trovare, soprattutto in chi detiene il potere. Mi auguro che anche nella realtà il mondo possa essere salvato, magari proprio dall’arte e dai suoi messaggi!
Ad un certo punto del film compare una bambina che gioca con Arianna. Se da un lato può essere un richiamo alla maternità per la protagonista, dall’altro possiamo considerarlala chiave di un futuro migliore?
La scena si svolge in un parchetto: Julian e Arianna incontrano Katia, una giovane vedova con una figlia, Emma. La bambina può essere vista come la speranza per le nuove generazioni, mentre Katia incarna il popolo oppresso: onesta e buona, ma priva della forza, del coraggio e dello spirito di sacrificio dei due protagonisti. In quel momento Katia elegge simbolicamente Julian e Arianna a eroi capaci di riportare ordine e giustizia e salvare la società. Questo dà a Julian una motivazione ulteriore: capisce che senza di lui, senza un “eroe”, il futuro della sua amata compagna potrebbe essere quello di una madre sola, costretta a sopravvivere in una nazione malata e corrotta.
Mi è sempre piaciuto pensare a Julian ed Arianna come a una metafora dei cineasti indipendenti che, liberi dalle dinamiche corrotte e sporche che spesso ha il mainstream, combattono contro il sistema cinematografico che non vuole che certe cose vengano dette o mostrate. I registi indipendenti possono “salvarvi” dallo squallore dei prodotti standard a grandi budget, tutti uguali, omologati e ripetitivi.
C’è qualcosa che vuoi aggiungere sul film?
Tengo a sottolineare che, come sempre, ho girato in Lombardia: una regione spesso percepita come grigia, ma che offre location splendide. Ringrazio chi mi ha aiutato a girare il film, Nicolò Tagliabue, Frank Dell’Oro e tutti i tecnici. In particolare, ci tengo a sottolineare le grandi performance degli attori: senza bravi interpreti non si possono fare bei film. Come attori ritroviamo Emma Padoan, Noemi Bertoldi, Davide Colavini, Daniele Giulietti e Armando Di Paola, affiancati dalle new entry Francesco Oranges, Noemi Giangrande, Daniele Giangreco, Noemi Mastropierro, Beatrice Panigalli, Dorothy Barresi, Naomi Sbarufatti e molti altri. Sono stati tutti straordinari. Un grazie anche al distributore Giovanni De Santis (Dna Srl), che continua a credere in me e nella Toro! Cinematografica.
Progetti futuri?
Con la Toro! Cinematografica c’è sempre qualcosa in cantiere. Nell’attesa delle prossime produzioni, vi consiglio di andare a vedere anche MOROUN MOUNTAIN LAKE del mio amico e socio Nicolò Tagliabue, in cui sono attore e produttore esecutivo. Questo film, come VI POSSIAMO SALVARE 1 e VI POSSIAMO SALVARE 2, è disponibile su Amazon Prime Video.

Laureata in Economia e Commercio e in Marketing e Mercati Globali. Amante dell’arte e della cultura fonda l’associazione Mia-Monza International Art, di cui è presidente e direttrice. Organizza mostre ed eventi culturali. Pittrice e insegnante d’arte presso il suo studio a Monza.