Movida sicura, firmato il nuovo protocollo tra prefettura e locali

Milano

È stato siglato ufficialmente in Prefettura il rinnovo del protocollo d’intesa per la gestione della sicurezza nelle zone della movida milanese. L’accordo ha visto la partecipazione corale delle istituzioni e dei soggetti privati: dal Comune di Milano alle Forze di Polizia, fino alle associazioni dei pubblici esercenti e alle realtà del settore della sicurezza sussidiaria.

L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la prevenzione e il contrasto alla microcriminalità e ai fenomeni di degrado che interessano i distretti del divertimento notturno, attraverso una collaborazione più stretta tra pubblico e privato.

Le novità del protocollo 2025-2026

Questa nuova edizione dell’accordo non è una semplice proroga del percorso avviato nel 2021, ma recepisce i nuovi contenuti del decreto del Ministero dell’Interno del 21 gennaio 2025. Tale provvedimento ha definito linee guida più stringenti per la prevenzione della delittuosità sia all’interno dei locali che nelle aree limitrofe.

Il protocollo si articola su alcuni pilastri fondamentali:

  • Potenziamento tecnologico: Implementazione di nuovi sistemi di videosorveglianza ad alta definizione e miglioramento dell’illuminazione negli spazi esterni ai locali, per eliminare le “zone d’ombra” che favoriscono i reati.

  • Canali diretti con le autorità: Impegno dei gestori alla segnalazione tempestiva alle Forze di Polizia di ogni elemento sintomatico di pericolo o tensione.

  • Formazione e responsabilità: Introduzione di figure specifiche responsabili per la sicurezza, adozione di codici di condotta condivisi e attività di formazione per il personale dipendente.

Sicurezza sussidiaria e controllo del territorio

La Prefettura ha sottolineato come l’impegno dei sottoscrittori miri a consolidare un modello di “sicurezza partecipata”. In questo scenario, i gestori dei locali diventano parte attiva nel monitoraggio del territorio, agendo come primo presidio di legalità in contesti spesso difficili da gestire esclusivamente con le pattuglie tradizionali.

Resta ora da vedere come queste misure verranno calate nella realtà quotidiana dei quartieri più caldi, dai Navigli a Corso Como, fino a NoLo e l’Arco della Pace, dove la convivenza tra residenti, avventori e sicurezza pubblica rimane uno dei temi più dibattuti dell’agenda politica cittadina.

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