Letame davanti allo studio della senatrice e avvocato Giulia Bongiorno a Milano. E’ la protesta del movimento femminista “Non una di meno”, contro il cosiddetto Ddl Bongiorno, all’esame in commissione giustizia al Senato.
“Per una Avvocata che si occupa di violenza di genere, il DDL voluto dalla Lega Nord e da Matteo Salvini (lo stesso che figura 89 volte negli Epstein files) e che porta il suo nome, è pericolosissimo per noi tutt3” scrive il movimento Non una di meno sui social.
“IL DDL Bongiorno modifica l’articolo 609 bis del Codice penale intervenendo sulla definizione di violenza sessuale. La proposta elimina il riferimento al consenso e lo sostituisce con il concetto di dissenso, o meglio, di “volontà contraria”. Questa scelta non è neutrale: cambia il modo in cui si guarda ai fatti e a chi li subisce. Se la legge parla di consenso, la domanda è se vi fosse un sì libero, esplicito e consapevole; se parla di dissenso, la questione diventa se la persona abbia detto no in modo sufficientemente chiaro. Il peso si sposta così su chi denuncia”.
“Il consenso non è un dettaglio tecnico ma il fondamento dell’autodeterminazione. L’assenza di un sì è già un limite. Una legge che non lo riconosce indebolisce la tutela di chi è più esposto alla violenza. Tutto questo è ancora più grave perchè sì certo, ci sono leggi come il codice rosso, voluto dalla stessa ministra Bongiorno, ma queste affrontano la violenza solo come fenomeno emergenziale”.
Risponde la stessa Bongiorno: “Queste donne dicono di voler combattere la violenza contro le donne…”. E’ il commento che la senatrice della Lega fa su X.
“Un gesto vergognoso e inaccettabile. Il confronto politico si fa con le idee, non con gesti come questo. Solidarietà alla senatrice della Lega Giulia Bongiorno: siamo con te!”. Così sui social l’account della Lega.
“Il dibattito sul disegno di legge in tema di violenza sessuale sta andando oltre la legittima discussione democratica, mentre una certa sinistra presta il fianco a manifestazioni di odio personale e attacchi nei confronti della collega Giulia Bongiorno. Spalate di letame davanti agli uffici della senatrice, ad opera di organizzazioni che si proclamano femministe, insulti via social, estesi anche ad altre colleghe del gruppo. Cos’altro deve succedere?”. Lo denunciano in una nota i senatori della Lega.
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