Metrò fino alle 2 nel weekend: Milano ci pensa, ma il conto è salatissimo

Milano

L’esperimento riuscito durante le Olimpiadi ha riacceso il dibattito: Milano può permettersi una metropolitana attiva fino a tarda notte ogni venerdì e sabato? L’assessora alla Mobilità, Arianna Censi, conferma che la giunta sta valutando seriamente l’estensione del servizio, ma fissa un paletto invalicabile: la sostenibilità economica. Senza un aiuto dal governo, il “sogno europeo” rischia di restare nel cassetto.

I numeri del progetto

Il nodo principale è rappresentato dai costi operativi. Le stime variano leggermente tra i tecnici e l’amministrazione, ma la cifra resta imponente:

  • Preventivo ufficiale: tra i 6 e i 7 milioni di euro al mese.

  • Stime tecniche: circa 5 milioni di euro mensili.

  • Il precedente: il potenziamento dei trasporti durante il periodo olimpico è costato complessivamente 9 milioni di euro.

“È necessario un dialogo sui fondi statali,” ha spiegato Censi. “Non possiamo far ricadere questi costi interamente sulle spalle degli enti locali. È uno sforzo che Milano non può affrontare da sola.”

Perché costa così tanto?

Prolungare l’orario di due ore non significa solo tenere i treni in movimento. Gestire 134 stazioni oltre la mezzanotte comporta una serie di spese fisse e variabili strutturali:

  1. Personale e turni: Il lavoro notturno ha costi salariali maggiorati.

  2. Sicurezza: È necessaria una vigilanza costante in tutte le fermate e nei parcheggi di interscambio.

  3. Manutenzione: Le ore notturne sono solitamente dedicate ai lavori sui binari; ridurle significa riorganizzare l’intera logistica tecnica.

  4. Assunzioni: Se per le Olimpiadi si è fatto ricorso a turni straordinari, una modifica permanente richiederebbe un piano di assunzioni massiccio.

La posizione dei sindacati

Anche il fronte sindacale solleva perplessità. Franco Fusca (Fit Cisl Lombardia) sottolinea che, prima di estendere il servizio, bisognerebbe investire sui salari per rendere il lavoro più attrattivo: “Atm fatica già oggi a trovare e trattenere i conducenti. Se ci sono risorse, la priorità deve essere il personale.”

L’obiettivo della giunta resta quello di allineare Milano ai grandi standard internazionali, ma la palla passa ora al Ministero dei Trasporti per il reperimento delle coperture necessarie.

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