Con lo spegnimento della fiamma olimpica, l’Italia traccia il bilancio di un’edizione dei Giochi Invernali che non ha lasciato solo ricordi sportivi, ma ha generato benefici economici tangibili per l’intero sistema Paese. I dati definitivi confermano le previsioni della vigilia: l’impatto complessivo sui territori ha superato i 5,3 miliardi di euro di ricavi. Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, ha evidenziato come l’evento abbia garantito un gettito fiscale aggiuntivo tra i 500 e i 600 milioni di euro, grazie a un’organizzazione che ha visto il coinvolgimento diretto di 36mila lavoratori e 18mila volontari.
Il successo del modello diffuso e la risposta del pubblico
La scommessa di un’Olimpiade “diffusa” si è rivelata una strategia vincente, capace di distribuire valore e visibilità tra le diverse sedi di gara. Il successo di pubblico è stato certificato dalla vendita di oltre un milione e 300mila biglietti e da ascolti televisivi record, con una partecipazione costante di due italiani su tre durante tutta la durata delle competizioni. Questo modello organizzativo è diventato un punto di riferimento internazionale, tanto da essere già preso come esempio per i futuri Giochi invernali del 2030 nelle Alpi francesi, dove si prevede una simile distinzione tra discipline indoor in costa e outdoor in montagna.
La spinta economica sulla città di Milano
Milano emerge come il principale motore di questa crescita, chiudendo il 2026 con un Pil in aumento dell’1,7%. Secondo le analisi di Assolombarda e Milano&Partners, l’impulso dei Giochi ha generato sul territorio cittadino una produzione complessiva di circa 2,5 miliardi di euro, con un valore aggiunto netto che supera il miliardo di euro. Questo dinamismo è stato alimentato da un rafforzamento dei servizi e da un settore turistico che ha toccato il record storico di 8,7 milioni di arrivi, consolidando la reputazione internazionale della città anche sul fronte della formazione, con il numero di studenti internazionali salito a 20mila.
Le sfide aperte per il post-olimpiade
Nonostante i numeri estremamente positivi, il dopo-Giochi apre una fase di riflessione su alcune criticità strutturali emerse durante l’evento. Se da un lato il turismo e l’attrattività universitaria sono ai massimi storici, dall’altro resta aperta la sfida della gestione dei talenti e dell’innovazione. La flessione dei nuovi investimenti esteri, condizionata dall’incertezza del contesto geopolitico globale, rappresenta il punto su cui le istituzioni e il mondo imprenditoriale dovranno concentrarsi per far sì che l’eredità economica di Milano-Cortina 2026 non rimanga un episodio isolato, ma diventi un solido punto di partenza per il futuro.
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