Milano-Cortina 2026, l’Italia sale a quota tre medaglie: caccia al record storico di Lillehammer

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Le ambizioni azzurre e il sogno del nuovo record

I Giochi invernali ospitati dall’Italia sono entrati nel vivo dopo la solenne cerimonia d’apertura del 6 febbraio e l’accensione dei bracieri, dando inizio a una competizione che vedrà oltre 3.500 atleti provenienti da 93 Paesi sfidarsi fino al 22 febbraio. In questa venticinquesima edizione, che segna il debutto assoluto dello sci alpinismo, la spedizione azzurra punta a un obiettivo ambizioso e storico: superare il primato dei sette ori conquistati nel 1994 a Lillehammer. Al momento, il medagliere italiano ha già iniziato a muoversi raggiungendo quota tre, alimentando le speranze di migliorare il bottino complessivo di 17 medaglie ottenuto nell’ultima edizione di Pechino 2022.

Le medaglie vinte dall’Italia ai Giochi di Milano Cortina

L’Italia ai Giochi di Milano Cortina finora ha collezionato in totale 3 medaglie, così divise:

Franzoni e Paris

Medaglie d’oro:

  • Francesca Lollobrigida (Pattinaggio di velocità su ghiaccio – 3000 metri)

Medaglie d’argento:

  • Giovanni Franzoni (Sci alpino – discesa libera)

Medaglie di bronzo:

  • Dominik Paris (Sci alpino – discesa libera)

La tradizione dell’Italia come ospite dei giochi invernali

Per l’Italia si tratta della terza volta come Paese ospitante di un’Olimpiade invernale, dopo i precedenti storici di Cortina d’Ampezzo nel 1956 e Torino nel 2006. La tradizione azzurra in questa manifestazione è solida e costante, con una presenza fissa in ogni edizione che ha portato a un palmarès complessivo di 141 medaglie olimpiche, di cui 42 d’oro. Sebbene il record di venti podi totali di Lillehammer 1994 resti il punto di riferimento più alto, l’entusiasmo per i Giochi in casa e il supporto del pubblico potrebbero spingere gli atleti italiani a scrivere una nuova pagina memorabile della storia sportiva nazionale, superando i successi ottenuti vent’anni fa sulle nevi piemontesi.

Design e sostenibilità nelle medaglie dei giochi

Un elemento distintivo di questa edizione è rappresentato dalle medaglie stesse, che fondono il prestigio sportivo con l’eccellenza del design italiano e l’attenzione alla sostenibilità. Realizzate in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, le medaglie sono state prodotte utilizzando metalli riciclati dagli scarti di produzione. Il loro design geometrico e pulito è caratterizzato da una linea centrale che simboleggia il cambiamento continuo e l’energia olimpica. Secondo il team di Milano Cortina 2026, ogni medaglia è composta da due metà unite che riflettono non solo lo sforzo individuale dell’atleta e la sua passione, ma anche il valore del lavoro di squadra e l’unione ideale tra le due città ospitanti.

Il prestigio degli sport invernali italiani: dai pionieri ai record contemporanei

La storia dell’Italia ai Giochi invernali è un racconto di successi straordinari che ha avuto inizio ufficialmente nel 1948, quando Nino Bibbia conquistò il primo storico oro nello skeleton. Pochi anni dopo, a Oslo 1952, fu il mitico Zeno Colò a firmare il primo titolo azzurro nello sci alpino, aprendo la strada a una tradizione che avrebbe visto in Alberto Tomba il suo esponente più celebre, capace di collezionare ben cinque podi olimpici. Tra le donne, il nome di Deborah Compagnoni resta scolpito nella leggenda: è stata infatti la prima e finora unica atleta al mondo in grado di vincere la medaglia d’oro in tre edizioni consecutive, trionfando nel super G ad Albertville 1992 e nello slalom gigante sia a Lillehammer 1994 che a Nagano 1998.

Il fondo italiano ha invece trovato il suo primo protagonista in Franco Nones a Grenoble 1968, inaugurando una disciplina che avrebbe poi regalato all’Italia icone come Stefania Belmondo, primatista assoluta con dieci podi, e Manuela Di Centa, ferma a quota sette. Spostandosi sul ghiaccio, la regina incontrastata è Arianna Fontana: l’atleta non solo detiene il record di medaglie tra le azzurre nelle Olimpiadi invernali, ma è anche la sportiva più premiata di sempre nella storia mondiale dello short track.

Un contributo fondamentale al medagliere nazionale è arrivato costantemente anche dalle discipline veloci come lo slittino e il bob, che vantano rispettivamente diciassette e dodici medaglie complessive. Questi successi portano la firma di fuoriclasse intramontabili come Armin Zoeggeler, l’unico atleta al mondo capace di salire sul podio in sei edizioni consecutive dei Giochi nella stessa specialità individuale, e il “rosso volante” Eugenio Monti, che ha segnato un’epoca vincendo sei medaglie tra le edizioni di Cortina e Grenoble.

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