Il mancato passaggio della fiaccola olimpica dalle periferie di Milano rappresenta un’occasione persa. Ancora una volta si è preferito concentrare tutto nel centro città, dove sono puntati i riflettori e dove si sono svolti solo alcuni interventi di sistemazione di facciata, dimenticando i quartieri dove vivono ogni giorno centinaia di migliaia di milanesi. Le Olimpiadi avrebbero dovuto essere un momento di coinvolgimento e orgoglio per tutta la città, non l’ennesimo evento riservato a pochi, lasciando fuori le periferie – interviene Samuele Piscina, Consigliere Comunale di Milano e Segretario provinciale della Lega.
A questo si aggiunge una situazione gravissima sul fronte del trasporto pubblico, su cui chiedo al Comune di fare immediata chiarezza. Nella giornata di ieri, durante la Commissione Consiliare congiunta Olimpiadi e Trasporti, l’Assessore Censi ha preannunciato che, con ogni probabilità, i filobus 90/91 non transiteranno dalle ore 17.00 di domani (oggi ndr) nel tratto compreso tra l’incrocio viale Serra – viale De Gasperi – viale Scarampo (a nord-ovest) e piazzale Lodi (a sud-est).
Parliamo di un’interruzione su un asse fondamentale della città, circa 9 chilometri di percorso e 29 incroci, proprio nell’orario di massimo rientro dal lavoro. Un disservizio incredibile, che rischia di mettere in ginocchio migliaia di cittadini e di creare enormi difficoltà anche ai turisti diretti allo stadio per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. Ancora più grave è che, ad oggi, questo disservizio non risulta segnalato né sul sito di ATM né su quello del Comune di Milano, lasciando cittadini e visitatori completamente all’oscuro di quanto potrebbe accadere.
Tutto questo poteva e doveva essere evitato: sarebbe bastato prevedere per tempo bus sostitutivi e una deviazione del percorso, senza scaricare sui milanesi l’ennesima scelta mal organizzata. Invece si è preferito bloccare una delle principali circolari della città, senza soluzioni alternative chiare e senza una comunicazione adeguata. Le Olimpiadi non possono diventare un alibi per creare disservizi e penalizzare chi Milano la vive ogni giorno. Il Comune ha il dovere di spiegare cosa accadrà domani.
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