Pomeriggio di violenza in piazza Mistral, a Milano, dove un giovane di origini cinesi è rimasto gravemente ferito durante uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine. La vicenda è iniziata intorno alle 14:30 di ieri quando il 25enne, irregolare in Italia, ha aggredito a bastonate una guardia giurata di 50 anni che si stava recando al lavoro, riuscendo a sottrargli la pistola d’ordinanza, una Walther P99.
Poco dopo, verso le 15:15, l’uomo è stato intercettato in strada da un Land Cruiser blindato dell’Uopi (Unità operative di pronto intervento). Alla vista degli agenti, il giovane ha esploso circa cinque colpi contro la volante, colpendola in più punti. I poliziotti hanno risposto al fuoco, ferendolo alla testa e a un braccio. Il 25enne, identificato come Liu Bowen, è ora ricoverato in fin di vita al Niguarda, mentre nessuno degli agenti è rimasto ferito.
L’appello dalla Cina
Dalla Cina emerge però un retroscena drammatico. La famiglia del giovane aveva lanciato un appello sui social già nei giorni scorsi, denunciando la sua scomparsa e avvertendo che l’uomo soffriva di gravi problemi psicologici.
Secondo il racconto della moglie, Liu era partito per l’Italia per mantenere i due figli piccoli (di 2 e 4 anni), ma il furto dei suoi soldi e del telefono lo avrebbe fatto sprofondare in una depressione acuta e in uno stato di disperazione totale.
“Era il pilastro della nostra famiglia”, scrive la moglie, spiegando che il crollo mentale sarebbe stato causato dalla paura e dall’impotenza di trovarsi solo in un Paese straniero. La famiglia aveva implorato i connazionali a Milano di aiutarlo se lo avessero avvistato vagare per le strade.
La protesta dei sindacati: “Rogoredo è un teatro di guerra”
L’episodio ha scatenato l’immediata reazione dei rappresentanti dei lavoratori della sicurezza. In una nota congiunta intitolata “Guardia giurata disarmata a bastonate. Ora basta!”, Fabio Petraglia (Segretario UGL Sicurezza Civile Milano) e Maurizio Buonfino (Segretario UGL Lombardia) hanno espresso ferma condanna per l’accaduto.
“Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che la zona di Rogoredo è fuori controllo”, dichiarano i sindacalisti, sottolineando come sia inaccettabile che un lavoratore rischi la vita venendo preso a bastonate per il furto dell’arma. L’UGL punta il dito contro la gestione del territorio, definendo Rogoredo non più una periferia difficile, ma un “teatro di guerra” dove le guardie giurate sono diventate bersagli mobili.
Il sindacato ha chiesto un intervento immediato al Prefetto, invocando presidi fissi e maggiori tutele giuridiche per le guardie giurate, che operano in prima linea con meno strumenti rispetto alle forze dell’ordine. Nella nota viene inoltre sottolineata con durezza la questione dell’irregolarità dell’aggressore: “Chi non rispetta le regole e non ha documenti in regola deve essere espulso. Non possiamo tollerare che le nostre città diventino terra di conquista”.
Reazioni politiche e contesto
L’episodio è avvenuto a poca distanza dal “boschetto” dove, lunedì scorso, era stato ucciso un altro straniero durante un intervento di polizia. Sull’accaduto è intervenuto anche il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha ribadito la sua posizione: “Io sto con il poliziotto”. Mentre la magistratura cercherà di ricostruire l’esatta dinamica, l’episodio riaccende lo scontro politico sulla gestione dei cittadini irregolari e sulla sicurezza dei lavoratori nelle aree più degradate di Milano.
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