Il Centro Cardiologico Monzino, in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), ha presentato i risultati conclusivi di STRA-MI-VT, il primo studio clinico italiano sull’efficacia della radioterapia stereotassica per il trattamento delle aritmie ventricolari maligne.
I dati, pubblicati sulla rivista scientifica Europace, segnano una svolta: la metodica permette di controllare le aritmie nel 80% dei casi con una singola seduta non invasiva, superando l’efficacia delle tecniche tradizionali.
Una singola seduta contro le tachicardie ventricolari
La ricerca ha coinvolto 20 pazienti che non rispondevano alle terapie standard. I risultati a un anno dal trattamento mostrano una regressione del quadro clinico nella stragrande maggioranza dei soggetti, senza effetti collaterali significativi.
“Si sta aprendo un mondo nuovo nel trattamento delle forme più aggressive di aritmia cardiaca,” afferma Corrado Carbucicchio, ideatore dello studio e direttore dell’unità operativa per il trattamento delle aritmie ventricolari. “Abbiamo finalmente una nuova strategia di cura per malattie spesso letali, nata dalla sinergia tra aritmologi, radio-oncologi, fisici sanitari ed esperti di imaging.”
Come funziona la nuova metodica
Il trattamento si rivolge a pazienti con gravi cardiopatie (spesso post-infartuali) che soffrono di aritmie ventricolari ripetute. Per questi soggetti, l’intervento standard sarebbe l’ablazione transcatetere, che però risulta inapplicabile o inefficace nei casi più complessi.
L’innovazione del Monzino e dello IEO risiede nella precisione:
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Imaging avanzato: Algoritmi dedicati incrociano le immagini radiologiche con le mappe elettroanatomiche del cuore.
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Targeting millimetrico: Questa integrazione permette di identificare con estrema esattezza il “target aritmogeno” (il tessuto dove origina l’aritmia).
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Trattamento non invasivo: La radioterapia colpisce solo il punto critico, garantendo massima sicurezza per il paziente.
Prospettive future
Lo studio STRA-MI-VT è oggi uno dei più rilevanti a livello internazionale per rigore metodologico e complessità dei casi trattati. Sebbene finora la radioterapia sia stata riservata ai pazienti più critici, gli esperti ritengono che in futuro questa opzione terapeutica potrà essere estesa anche a chi presenta quadri clinici meno drammatici, rivoluzionando la gestione delle patologie cardiache che causano, ogni anno in Italia, oltre 50.000 morti improvvise.
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