Mensa dei poveri, Centrodestra: felici assoluzione Tatarella e Sozzani, resta amarezza

Milano

“Siamo felici per l’assoluzione di Pietro Tatarella e Diego Sozzani nel processo ‘Mensa dei poveri’. Rimane, tuttavia, l’amarezza per una vicenda che ha causato in questi anni una sofferenza profonda sul piano umano e personale alle persone coinvolte e alle loro famiglie. Possiamo solo immaginare ciò che hanno dovuto subire e quanto sia stato loro tolto. Ma oggi hanno avuto finalmente giustizia. Siamo fiduciosi che anche Lara Comi, in Cassazione, potrà dimostrare la sua innocenza, considerando il sostanzioso ridimensionamento dell’impianto accusatorio: la pena è passata da 4 anni a un anno ed è stata esclusa l’accusa di corruzione”. Lo dichiarano Stefano Benigni, deputato e vicesegretario nazionale di Forza Italia e Alessandro Sorte, deputato e segretario regionale della Lombardia.

“La piena assoluzione in secondo grado di Pietro Tatarella e degli altri imputati nell’ambito dell’inchiesta ‘Mensa dei poveri’ è l’atteso trionfo della verità sugli assurdi teoremi costruiti per anni sul nulla”. Lo dichiarano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Marco Bestetti e Matteo Forte commentando la decisione della Corte d’Appello di Milano. “Proviamo grande gioia per l’epilogo di un’inchiesta che ha costretto per anni persone innocenti a subire restrizioni della libertà, grandi sofferenze umane e una gogna mediatica infamante, segnando profondamente la vita di decine di persone e delle loro famiglie. Oggi è un giorno molto felice, ma anche un giorno molto triste, perché sappiamo quanto dolore abbia inflitto questa vicenda giudiziaria a persone che abbiamo sempre ritenuto innocenti. Un dolore che nemmeno l’odierna assoluzione potrà mai sanare. Parliamo infatti di sette anni di calvario giudiziario che nessun risarcimento monetario potrà davvero ripagare. Sette anni di carriere politiche promettenti azzerate, per l’ostilità di alcuni giudici che, speriamo non solo per apparire mediaticamente, hanno formulato accuse senza nemmeno conoscere semplici elementi del funzionamento di un’amministrazione comunale, arrivando persino a confondere, nelle richieste di arresto, ruoli e funzioni delle persone coinvolte. L’assoluzione definitiva restituisce piena dignità a chi è stato ingiustamente colpito e deve far riflettere sul peso umano e civile che certe inchieste, quando infondate, producono sulla vita delle persone”.

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