Sorrentino

Una scorta per la giornalista Giulia Sorrentino

Milano

Una scorta per Giulia Sorrentino, una scorta per la verità. È questo il senso politico e civile della lettera indirizzata al Questore di Roma, Roberto Masucci, con cui un gruppo di amministratori locali e dirigenti politici chiede che lo Stato garantisca una tutela personale alla giornalista Giulia Sorrentino, da mesi impegnata in un’inchiesta delicata e ad alto rischio.

La lettera, datata 13 gennaio 2026, è firmata da Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Milano per Forza Italia, Federico Benassati, capogruppo di Forza Italia in Municipio 1, Mirko De Carli, segretario nazionale de Il Popolo della Famiglia, Mauro Mascheroni, consigliere comunale della Lega Salvini Premier a Paderno Dugnano, e Gianni Rubagotti, segretario dell’Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”.

Un’iniziativa nata nelle stesse ore in cui i ProPal cacciavano Giulia Sorrentino con insulti e intimidazioni da una manifestazione pro-Hannoun, episodio che ha ulteriormente aggravato il quadro di rischio personale in cui la giornalista è costretta a operare.

Nella lettera i firmatari esprimono preoccupazione per il fatto che il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Genova abbia disposto in via d’urgenza la tutela per la Giudice per le Indagini Preliminari Silvia Carpanini e per il Pubblico Ministero Marco Zoccodopo, a seguito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Mohammed Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, e di altre sei persone ritenute finanziatrici del gruppo terroristico islamista Hamas.

Una misura comprensibile e doverosa, soprattutto alla luce di una lunga scia di violenze antisemite che, sottolineano i firmatari, non si vedevano da molti anni e che rappresentano una minaccia concreta anche sul territorio europeo.

Ma proprio da qui nasce una domanda che è prima di tutto politica e istituzionale: se i magistrati che indagano su un’organizzazione terroristica vengono giustamente protetti, perché non garantire la stessa tutela alla giornalista che, con la sua inchiesta, ha contribuito in modo determinante a far emergere quei fatti?

“La giornalista Giulia Sorrentino – si legge nella lettera – che ha puntato per prima i fari sulla realtà oggetto di indagine, spesso in solitudine, muovendosi di persona al di fuori di luoghi istituzionali e a contatto con soggetti potenzialmente coinvolti in gravi crimini, è esposta a un pericolo serio, forse anche di vita”.

Alessandro De Chirico ha annunciato l’invio della lettera nel corso della seduta del Consiglio comunale di Milano di lunedì 12 gennaio, esprimendo solidarietà a Sorrentino e ricordando una riunione tenutasi lo scorso luglio tra alcuni consiglieri comunali e gli esponenti della Comunità Ebraica di Milano, durante la quale erano presenti diverse proposte per contrastare l’antisemitismo in città. A distanza di sei mesi, ha denunciato, nessuna di quelle proposte ha trovato attuazione.

Proprio per questo giovedì 15 gennaio sarà discussa una mozione in Consiglio di Municipio 3, a mia prima firma, dedicata alla tutela della libertà di stampa e alla protezione dei giornalisti, anche alla luce dei gravi fatti avvenuti a Torino nelle scorse settimane.

Garantire una scorta a Giulia Sorrentino non significa soltanto proteggere una giornalista, ma difendere un principio essenziale dello Stato di diritto: senza giornalisti liberi e sicuri, la verità resta esposta. E con essa, la democrazia.

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