Nonostante il blackout nazionale delle comunicazioni imposto dalle autorità, il servizio internet satellitare Starlink continua a rappresentare una via di fuga dall’isolamento per molti cittadini iraniani. Diverse fonti all’interno del Paese confermano come la tecnologia di SpaceX sia ancora utilizzata per contrastare l’oscuramento del web, rappresentando l’ultimo esempio di come il sistema di Elon Musk venga impiegato nei punti caldi della geopolitica mondiale. Le autorità iraniane hanno recentemente intensificato la repressione contro le proteste diffuse, interrompendo quasi totalmente i servizi forniti tramite fibra ottica e torri per la telefonia mobile, ma il segnale che arriva direttamente dai satelliti in orbita bassa sembra resistere in diverse aree.
Secondo quanto riferito da alcuni utenti che utilizzano Starlink nell’Iran occidentale, il servizio è ancora attivo in molte città e paesi di confine, dove decine di persone riescono a connettersi nonostante il divieto ufficiale. Anche Alp Toker, fondatore del gruppo di monitoraggio NetBlocks, ha confermato che l’accesso satellitare rimane presente, seppur in modo irregolare, mentre la connettività terrestre è crollata all’1% dei livelli abituali a partire dallo scorso 8 gennaio. Nonostante i tentativi di disturbo del segnale messi in atto dal governo, che probabilmente utilizza interferenze per sovrastare i terminali, la rete satellitare si conferma una linea vitale per la circolazione delle informazioni.
Questa situazione sottolinea ancora una volta l’enorme influenza che Musk esercita nei conflitti globali. Starlink è già stato uno strumento fondamentale per le forze ucraine durante l’invasione russa, così come in Myanmar e in Sudan, dove gruppi ribelli e organizzazioni umanitarie lo hanno utilizzato per comunicare durante i prolungati blackout causati dalle guerre civili. Sul tema è intervenuto anche il presidente statunitense Donald Trump, che ha espresso l’intenzione di parlare con Musk proprio per favorire il ripristino di internet in Iran, pur senza citare direttamente la tecnologia satellitare.
Tuttavia, restano ostacoli significativi alla diffusione capillare del servizio nel Paese. Oltre all’alto costo dei terminali, che con un prezzo di circa 599 dollari risultano inaccessibili per gran parte della popolazione, pesano i rischi legali. In seguito alla guerra tra Iran e Israele della scorsa estate, il parlamento di Teheran ha formalmente vietato l’uso di Starlink, introducendo pene severissime per chiunque venga trovato in possesso di tecnologia non autorizzata. Sebbene Musk abbia dichiarato che i segnali sono attivi, il numero di dispositivi realmente operativi rimane ancora modesto rispetto ai 92 milioni di abitanti dell’Iran.
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